Mario Conte spiega come progettare la lavanderia domestica a Parma

Progettare la lavanderia domestica a Parma: nascosta o protagonista?

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: la lavanderia si ricava in tre posizioni tipiche; la colonna bucato libera 60 per 60 centimetri di pavimento. Qui trovi come si sovrappongono lavatrice e asciugatrice, dove va lo scarico se la macchina sta sotto un top, come si tratta l’umidità per non trovare muffa e quale arredo regge nel tempo.

Dalla “zona di servizio” alla lavanderia di design

Sono Mario Conte. Nelle case vecchie, la lavatrice stava in cucina (rumorosa mentre mangi) o in un angolo del bagno principale (antiestetica).

Oggi, con le nuove costruzioni e ristrutturazioni a Parma, la “zona lavanderia” è diventata un must-have.

Che sia una stanza dedicata o una nicchia a scomparsa, il bucato ha bisogno dei suoi spazi ergonomici.

Non basta un attacco dell’acqua. Serve un progetto per non trovarsi con lo stendino in mezzo al salotto.

1. Le tre posizioni strategiche a Parma

A. La nicchia nel disimpegno (antibagno)

È la soluzione regina per gli appartamenti moderni.

Si sfrutta il corridoio o l’antibagno. Si chiude una nicchia con ante a libro o scorrevoli filomuro.

Dentro ci stanno:

  • Colonna Lavatrice + Asciugatrice (impilate).
  • Cesto biancheria sporca.
  • Mensole per detersivi fino al soffitto.

Vantaggio: Rubate 70 cm di profondità al corridoio, ma liberate completamente il bagno e la cucina. Rumore isolato dalle porte.

B. Il secondo bagno (lavanderia)

Se avete due bagni, uno diventa “di rappresentanza” (doccia grande, sanitari belli) e l’altro “tecnico”.

Qui si può mettere un lavabo a pozzetto profondo (pilozza in ceramica moderna) per lavare a mano o le scarpe, che nel lavabo di design non lavereste mai.

La colonna bucato può essere a vista o incassata in un mobile su misura che integra tutto.

C. La lavanderia dedicata (stanza stireria)

Se avete una taverna o una stanza in più, è il lusso vero.

Potete lasciare l’asse da stiro sempre aperta.

Potete installare uno stendino a soffitto saliscendi (tipo “Stendinik”) per le camicie che non vanno in asciugatrice.

Qui l’estetica conta meno, la funzionalità è tutto.

2. La colonna bucato: regole di sovrapposizione

Mettere l’asciugatrice sopra la lavatrice salva 60×60 cm di pavimento.

Ma attenzione:

  • Chi va sotto? La lavatrice va SEMPRE sotto. Pesa di più (ha il blocco di cemento per stabilizzarla) e vibra di più in centrifuga. L’asciugatrice è leggera e va sopra.
  • Il Kit di unione: Mai appoggiarle direttamente “ferro su ferro”. Con le vibrazioni l’asciugatrice cadrebbe. Usate un kit di sovrapposizione originale (spesso con ripiano estraibile comodo per appoggiare la cesta).
  • Cinghie di sicurezza: Per sicurezza antisismica o bambini che si arrampicano, le due macchine vanno legate o fissate.

3. Umidità e ventilazione: il problema muffa

La lavanderia è la stanza più umida della casa.

L’asciugatrice (anche a pompa di calore) rilascia un minimo di calore umido. I panni stesi rilasciano litri d’acqua nell’aria.

A Parma, se non ventilate, gli angoli diventano neri i due mesi.

Obbligatorio:

  • Installare una ventola di aspirazione potente (VMC) se la stanza è piccola o cieca.
  • Usare pitture antimuffa termoisolanti sulle pareti.
  • Se possibile, prevedere una presa per un deumidificatore elettrico portatile.

4. Impianti: quote e scarichi

L’errore classico dell’idraulico generico.

Se mettete la lavatrice sotto al top del lavabo, lo scarico a muro non può essere dietro alla macchina (altrimenti la macchina sporge in fuori di 10 cm e non sta sotto al top).

Lo scarico deve essere di fianco, nel vano lavabo, o incassato in una nicchia tecnica.

Altro dettaglio: se avete l’asciugatrice a scarico diretto (senza vaschetta da svuotare), ricordatevi di predisporre il doppio scarico nel sifone a muro (uno per lavatrice, uno per asciugatrice). Comodissimo.

5. Arredo lavanderia: non solo plastica

Fino a ieri i mobili lavanderia erano truciolari bianchi che si gonfiavano con l’acqua.

Oggi marchi come *Arbi, Birex o Colavene* fanno mobili lavanderia belli come quelli del bagno.

Finiture legno, laccati opachi, metallo.

Il lavatoio non è più la vasca in plastica grigia da garage. È in ceramica o mineralmarmo con tavoletta strofinatoio in legno massello che diventa una copertura elegante quando non si usa. Potete avere una lavanderia che sembra una SPA.

Basta stendini in mezzo al salotto!

Progettiamo la tua zona lavanderia sfruttando nicchie e disimpegni che non usi. Arredi su misura che nascondono tutto e organizzano la tua vita domestica.

Faq lavanderia

L’asciugatrice rovina i vestiti?

Quelle vecchie a resistenza elettrica sì, “cuocevano” i tessuti. Quelle moderne a Pompa di Calore (Classe A+++) lavorano a temperature basse (40-50 gradi). I tessuti restano morbidi e non si restringono. A Parma è indispensabile per via della nebbia invernale che non fa asciugare nulla fuori.

Vibrazioni e rumore: come risolverli?

Se la lavatrice “cammina” per la stanza, i piedini non sono in bolla. Regolateli col controdado. Mettete sotto un tappetino in gomma antivibrante (si trova al brico). Se è incassata in un mobile, lasciate 1-2 cm di aria ai lati, non fatela toccare il legno, altrimenti tutto il mobile diventerà una cassa di risonanza.

Serve la presa schuko?

Sì, lavatrici e asciugatrici hanno spine Schuko (tedesche). Montate direttamente prese Schuko a muro (o bipasso compatibili). Evitate gli adattatori “rubacorrente” che si surriscaldano e fondono con i 2000 Watt della lavatrice.

Approfondimenti

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Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A oppure chiamarci subito:

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