Mario Conte illustra la posa del parquet flottante a Parma

Rinnova i pavimenti in pochi giorni: la posa del parquet flottante in sovrapposizione

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa Esperienza: Oltre 20 anni di esperienza diretta in cantiere. Specializzazione: Ristrutturazioni “chiavi in mano” con garanzia contrattuale su tempi e costi.
Vuoi il legno sotto i piedi ma non vuoi affrontare settimane di demolizione, polvere e smaltimento macerie? Il parquet flottante in sovrapposizione è una delle soluzioni più richieste nelle ristrutturazioni di appartamenti a Parma – soprattutto quando il vecchio pavimento è ancora solido ma esteticamente superato. Si posa sopra le piastrelle esistenti senza colla e senza chiodi, con un materassino isolante in mezzo. Ma non è semplice come aprire una scatola e incastrare le doghe. Ci sono dettagli tecnici che fanno la differenza tra un pavimento che dura vent’anni e uno che scricchiola dopo sei mesi.

Cos’è la posa flottante e perché non serve la colla?

Le doghe si incastrano tra loro con un sistema a click e appoggiano “galleggianti” sul materassino – non sono fissate al pavimento sottostante, e per questo si muovono liberamente con le dilatazioni. Il legno vive: si dilata col caldo e l’umidità, si ritira col freddo e l’aria secca. – Un parquet incollato al sottofondo è bloccato e se le tensioni sono eccessive si imbarca o si spacca. – Il parquet flottante invece “respira” – scorre sul materassino come una zattera sull’acqua. Per questo servono i giunti di dilatazione perimetrali: uno spazio di qualche millimetro tra il pavimento e le pareti (coperto dal battiscopa) che permette il movimento.

Si può posare il parquet flottante sopra le vecchie piastrelle?

Sì, a condizione che le piastrelle siano ben incollate, il piano sia livellato e non ci siano problemi di umidità dal basso. Le piastrelle devono essere salde: se battendo con le nocche suonano vuote, significa che si sono staccate dal sottofondo e la superficie non è stabile. Le fughe profonde o le piastrelle scheggiate vanno livellate con un rasante autolivellante prima della posa. L’umidità è l’altro nemico: se il pavimento è al piano terra senza vespaio aerato, l’umidità risale per capillarità e il legno si gonfia. In quel caso serve un telo barriera al vapore sotto il materassino. A Parma, nelle case degli anni ’60 e ’70 senza isolamento controterra, questo controllo è fondamentale.

Il materassino isolante è davvero così importante?

Il materassino è il cuore della posa flottante: isola dall’umidità, attenua il rumore da calpestio e compensa le piccole irregolarità del sottofondo. Non tutti i materassini sono uguali. Quelli in polietilene espanso sono i più economici, ma si schiacciano nel tempo e perdono capacità isolante. I materassini in sughero sono eccellenti per l’isolamento acustico – riducono il rumore da calpestio che nei condomini è un problema serio. La scelta del materassino dipende dal contesto: in un appartamento al primo piano di un condominio a Parma, l’abbattimento acustico è prioritario. In una casa indipendente al piano terra, conta di più la barriera all’umidità. Non è un accessorio secondario – è parte integrante del sistema pavimento, come la scelta dei pavimenti in una ristrutturazione a Parma insegna.

Quanto si alza il pavimento e come si gestiscono le porte?

Il rialzo totale va generalmente dagli 8 ai 15 millimetri tra materassino e doga – e nella maggior parte dei casi le porte interne vanno accorciate. Questo è il dettaglio che molti sottovalutano. Un parquet prefinito da 14 mm più un materassino da 3 mm alza il piano di 17 millimetri. Se la porta interna aveva già poca luce sotto il battente, non si apre più. Accorciare le porte è un intervento semplice (si smonta, si pialla il battente inferiore e si rimonta) ma va previsto nel Piano dei Lavori – non scoperto il giorno della posa. Lo stesso vale per le soglie di passaggio tra una stanza con parquet e una con piastrelle (tipicamente il bagno): serve un profilo di raccordo che gestisca il dislivello in modo pulito e sicuro, senza creare un gradino che fa inciampare.
“CMG mi ha fornito preventivi rapidi e precisi senza sorprese. Le rifiniture sono veramente di qualità. Grazie a CMG sono riuscito ad ottenere la casa che desideravo“. Davide Cappa

Il parquet flottante funziona sopra il riscaldamento a pavimento?

Sì, ma servono doghe con spessore e resistenza termica compatibili – e il materassino non deve essere troppo isolante, altrimenti blocca il calore. Il riscaldamento a pavimento funziona per irraggiamento: il calore sale dal basso attraverso il massetto e il pavimento. Se sopra ci metti un parquet troppo spesso con un materassino troppo isolante, il calore non passa e il sistema diventa inefficiente. La regola è che la resistenza termica totale di parquet più materassino non deve superare un valore specifico (indicato dal produttore dell’impianto radiante). – I laminati sottili (7-8 mm) con materassino in sughero sottile sono la scelta più efficiente. – Il parquet massiccio da 22 mm, invece, è sconsigliato su radiante. Con il nostro Metodo coordiniamo la scelta del pavimento con l’impianto di riscaldamento fin dalla progettazione – perché in una ristrutturazione a Parma ben fatta, nessun dettaglio è indipendente dagli altri. Se stai per ristrutturare e vuoi rinnovare i pavimenti del tuo appartamento a Parma senza demolire, richiedi una Consulenza e vediamo insieme la soluzione più adatta ai tuoi spazi. Compila il modulo qui sotto e ti ricontatteremo nel più breve tempo possibile. Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A o chiamando il numero 0521 57 23 34.

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