A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi
In breve: In un condominio a Parma la domanda sulla pratica edilizia ha una risposta che dipende da cosa tocchi davvero: la sola sostituzione dell’apparecchio è una cosa, spostare scarichi e impianti è un’altra. Il condominio va comunque avvisato, perché la colonna di scarico e le parti comuni non sono soltanto tue.
Vasca in doccia in un condominio a Parma: che cosa cambia davvero?
Togliere la vasca e mettere una doccia è uno dei lavori più richiesti nei bagni degli appartamenti.
Si demolisce, si rifà l’impermeabilizzazione, si posa il piatto nuovo e si chiudono i rivestimenti.
Detta così è un lavoro che resta dentro casa tua.
Poi arriva la domanda che blocca quasi tutti: e il condominio che c’entra?
C’entra, perché il bagno di un appartamento appoggia su due cose che non sono soltanto tue: la colonna di scarico e le parti comuni che il cantiere attraversa ogni giorno.
Da lì nascono le due domande vere: se serve una pratica e che cosa devi dire all’amministratore prima di cominciare.
Serve una pratica in Comune e chi deve presentarla?
La risposta onesta è che dipende da quanto in profondità arriva il lavoro.
– Sostituire l’apparecchio lasciando gli impianti dove sono tocca poco.
– Spostare lo scarico, aprire tracce nuove e ridisegnare la distribuzione del bagno tocca molto.
Più il progetto scende verso impianti e distribuzione, più è probabile che ci sia una pratica da depositare prima di iniziare.
Chi lo stabilisce non sei tu a occhio e non lo stabilisce l’impresa al telefono: lo dice un tecnico abilitato, guardando il progetto e lo stato dei luoghi.
La pratica la presenta lui, per conto tuo, perché il titolare dell’appartamento sei tu. Non la presenta l’amministratore e non la presenta il condominio.
Che cosa vogliono dire le sigle e quando entrano in gioco lo abbiamo spiegato per esteso nella pagina sui permessi per ristrutturare a Parma.
Qui conta il seguito pratico: partire senza la pratica dovuta ti lascia esposto a una contestazione che arriva dopo, quando i lavori sono finiti e pagati.
Vale anche per il giorno in cui l’appartamento cambierà mano: chi acquista guarda le carte prima di guardare le piastrelle. E un bagno rifatto senza traccia di quello che si è fatto diventa una trattativa in salita.
Lo scarico è il punto in cui il tuo bagno diventa affare di tutti
La colonna di scarico che passa dietro il tuo bagno serve anche il piano di sopra e quello di sotto.
Il tuo nuovo scarico ci si attacca. Quello che non puoi fare è deciderne le sorti per conto tuo.
È il punto in cui i lavori tirati via lasciano il segno per anni.
– La pendenza ridotta all’osso perché lo scarico andava spostato di mezzo metro e nessuno voleva rifare il massetto.
– Il sifone montato di fortuna per far tornare le quote, con l’odore che risale nei mesi caldi.
– L’impermeabilizzazione fermata al bordo del piatto invece che risvoltata sulle pareti, con la macchia che compare sul soffitto del vicino l’inverno dopo.
Nessuna di queste tre cose si vede il giorno della consegna.
Si vedono più avanti, quando a bussare alla tua porta è il vicino di sotto e l’impresa che ha fatto il lavoro non risponde più al telefono.
Se stai valutando anche il piatto doccia a filo pavimento, questo capitolo pesa ancora di più: le quote e l’impermeabilizzazione diventano la parte delicata del lavoro.
Che cosa dire all’amministratore e che cosa chiedere all’impresa
L’errore più comune è partire senza avvisare nessuno e guardare il regolamento condominiale a demolizione già iniziata.
Prima che entri il primo operaio ci sono quattro cose da mettere in chiaro.
1- Avvisare l’amministratore per iscritto, dicendo che lavori farai e in che periodo il cantiere resterà aperto.
2- Farti dare il regolamento del palazzo e leggere la parte su orari e giorni in cui si può fare rumore.
3- Concordare l’eventuale chiusura dell’acqua sulla colonna, che riguarda altri appartamenti oltre al tuo.
4- Lasciare ai vicini un riferimento: un nome e un numero da chiamare se qualcosa dà fastidio.
Sembra una formalità ma in un palazzo di Parma vale tanto, perché tiene tranquillo il cantiere per tutto il periodo in cui resta aperto.
Poi c’è la parte che i vicini vedono davvero: ascensore protetto, scale pulite a fine giornata, materiali che non stazionano in androne.
Un cantiere si giudica anche da com’è il pianerottolo alle sei di sera.
E se il palazzo ha un montacarichi o un accesso stretto per il furgone, meglio saperlo in fase di progetto che il primo giorno di demolizione.
Poi c’è il lato impresa. Non serve che tu diventi esperto di pratiche: ti serve capire, prima di firmare, chi fa che cosa.
Sono tre domande secche da fare a chi ti sta preparando il preventivo.
1- Chi verifica se per questo lavoro serve una pratica e quando lo fa?
2- Chi la deposita e chi ne segue le eventuali integrazioni?
3- Chi parla con l’amministratore e con i vicini mentre il cantiere è aperto?
Se le risposte arrivano vaghe, o se finiscono tutte su di te, hai già capito come andrà il resto.
Un’impresa organizzata queste cose le mette per iscritto, perché le fa tutti i giorni e sa quanto costa scoprirle a metà lavoro.
Le altre situazioni che meritano una domanda in più le trovi raccolte nella pagina sui rischi di una ristrutturazione a Parma.
Scegli il Metodo CMG Crea Casa per un bagno in regola con il condominio
Nei bagni che rifacciamo a Parma e provincia, la parte condominiale non la scarichiamo su di te.
Con il Metodo CMG Crea Casa la verifica di quello che serve, la pratica e la comunicazione all’amministratore stanno dentro il Piano dei Lavori, accanto a lavorazioni e costi.
Significa che hai un unico interlocutore: la stessa persona che ti spiega il progetto è quella che risponde al vicino del piano di sotto.
Il tuo investimento su un bagno si misura anche così: nessuna discussione aperta con il palazzo, nessuna carta lasciata a metà.
Se vuoi vedere come lavoriamo sull’intero ambiente, dal progetto alla consegna, trovi tutto nella nostra pagina sulla ristrutturazione del bagno a Parma.
“Ho scelto questa azienda per ristrutturare il mio appartamento. Che dire?
Sono rimasta davvero soddisfatta per i lavori svolti, Mario il titolare si è dimostrato professionale e mi ha saputo guidare nei miei dubbi e nei miei ripensamenti proponendomi una soluzione che mi soddisfaceva pienamente.
Il risultato finale è stato perfetto: una giusta sintesi tra buon gusto ed efficienza”.
Claudia Pennestrì – recensione Google
Domande frequenti
Devo chiedere il permesso all’assemblea di condominio?
Nella generalità dei casi non serve un voto dell’assemblea, perché stai lavorando dentro la tua proprietà. Quello che devi fare è avvisare l’amministratore prima di iniziare, dicendo che lavori farai e in che periodo e rispettare il regolamento del palazzo su orari, rumore e uso delle parti comuni. Il confronto diventa importante quando il lavoro tocca la colonna di scarico, che serve anche gli altri appartamenti.
Chi presenta la pratica in Comune, io o l’impresa?
La pratica viene depositata da un tecnico abilitato per conto tuo, che sei il proprietario dell’appartamento. Un’impresa organizzata però non ti lascia solo in questo passaggio: si coordina con il tecnico, gli passa i dettagli del progetto e ti mette per iscritto chi fa che cosa prima che il cantiere apra. Se nel preventivo questo punto non compare da nessuna parte, chiedilo tu.
Posso spostare la doccia dall’altra parte del bagno?
Si può fare. Dipende da dove passa lo scarico e da quanto spazio c’è per dare la giusta pendenza al nuovo tratto. Prima di innamorarti di una posizione, fatti spiegare che cosa comporta sul massetto e sull’impermeabilizzazione: è lì che si decide se il lavoro reggerà negli anni o se tornerai a parlarne con il vicino di sotto.
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