Come si evita che la doccia nuova diventi scivolosa (e che le fughe si anneriscano) a Parma - CMG Crea Casa

Come si evita che la doccia nuova diventi scivolosa (e che le fughe si anneriscano) a Parma

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: La doccia scivolosa e le fughe che si anneriscono si evitano in fase di progetto. Contano la finitura del piatto, il tipo di fuga scelto, la pendenza dello scarico e l’aria che gira nel bagno. A Parma sono le domande da fare all’impresa prima che venga posato qualcosa.

Perché una doccia nuova diventa scivolosa dopo qualche mese?

La doccia appena finita sembra perfetta, poi passano i mesi e ti accorgi che il piede scivola, soprattutto la mattina quando hai fretta.

Quasi sempre la superficie è la stessa del primo giorno e a cambiare è quello che ci si è depositato sopra, giorno dopo giorno, senza che tu te ne accorgessi.

Il velo di sapone, il residuo del bagnoschiuma, il calcare che l’acqua lascia mentre asciuga formano uno strato sottilissimo che riempie la microrugosità della superficie e la appiattisce.

L’altra metà del problema nasce molto prima, con la scelta iniziale. Una finitura molto lucida è bellissima da vedere in esposizione, ma bagnata si comporta in un altro modo.

Esistono classificazioni tecniche che misurano l’aderenza di una superficie bagnata e sono un dato da capitolato, che l’impresa deve conoscere e scriverti.

Quello che riguarda te è molto più semplice e sta tutto in una domanda sola: come si comporta questa superficie quando è bagnata e insaponata?

La finitura del piatto e la fuga: due scelte che fai una volta sola

Il piano della doccia lo scegli una volta sola, perché cambiarlo dopo significa smontare il piatto, rifare l’impermeabilizzazione e ripiastrellare: un cantiere dentro un bagno già finito.

Per questo la finitura si decide col progetto in mano, insieme al resto del bagno e non davanti al campionario il giorno prima della posa.

Le finiture opache e leggermente strutturate trattengono il piede meglio di quelle lucide, però offrono più appiglio anche allo sporco e chiedono una pulizia più regolare.

È uno scambio onesto, che va fatto sapendo cosa comporta, perché una superficie che tiene di più si lava anche un po’ di più.

Poi conta quante fughe ti ritrovi sotto i piedi e dipende da come viene costruito il piano su cui entri ogni mattina.

Un piatto unico, in ceramica o in materiale composito, ha una sola linea perimetrale e niente fughe al centro. Un piano piastrellato ne ha tante quante sono le piastrelle.

Sul piatto che entra nel bagno senza gradino trovi tutto nella nostra pagina dedicata al piatto doccia a filo pavimento a Parma.

Perché le fughe di una doccia si anneriscono

Il nero nelle fughe è quasi sempre umidità che resta ferma troppo a lungo, alimentata dai residui di sapone che le si depositano sopra.

Le fughe cementizie, le più comuni, sono leggermente porose e per questo assorbono l’umidità e la trattengono a lungo.

Anche il colore pesa parecchio, perché una fuga bianca dentro una doccia fa notare ogni alone, mentre un grigio o un tortora fanno lo stesso lavoro e si notano molto meno.

C’è infine l’acqua che non se ne va perché, se la pendenza verso lo scarico è appena accennata, resta una pozza sottile che asciuga lentamente e lascia il segno.

Cosa chiedere all’impresa prima che posino la doccia a Parma?

Sono domande da fare quando il bagno è ancora su carta, cioè nel momento in cui cambiare idea non costa niente, quindi chiedi pure e guarda come ti rispondono.

Che finitura ha il piano su cui camminerai e come si comporta bagnato: chiedi di provare un campione con le mani bagnate, mai asciutte.

Quante fughe ci saranno dentro la doccia, perché un piatto unico ne ha una linea sola e un piano piastrellato molte di più.

Che tipo e che colore di fuga verranno usati nella zona bagnata (e per quale motivo è stata scelta proprio quella).

Come viene realizzata la pendenza e dove finisce l’acqua, così da non lasciarla ferma sul piano dopo ogni doccia.

Come cambia l’aria nel bagno quando esci, tra finestra, aspirazione e porta, perché l’umidità che resta chiusa lavora contro le fughe.

Se le risposte arrivano precise e finiscono scritte nel Piano dei Lavori, hai davanti un’impresa che il problema lo ha già affrontato altre volte.

Se invece ti senti dire che si vede in cantiere, il rischio è che la scelta finisca in mano al posatore, il giorno in cui deve chiudere il lavoro.

Quanta manutenzione ti chiede davvero una doccia?

Nessuna doccia si mantiene da sola e quello che cambia da un bagno all’altro è quanto lavoro ti chiede per restare come il primo giorno.

La differenza vera la fa un gesto da pochi secondi, cioè passare il tergivetro o un panno sul piano e sulle pareti ogni volta che esci.

Togli l’acqua prima che asciughi da sola e porti via anche il velo di calcare e sapone, per la stessa ragione per cui il vetro del box resta trasparente.

Poi conta l’aria, perché un bagno che rimane chiuso e umido per ore alimenta le muffe nelle fughe, per quanto bene siano state posate.

Sui prodotti serve una mano leggera, perché i detergenti molto aggressivi, usati spesso, consumano le fughe cementizie e le rendono ancora più assorbenti di prima.

Il resto è ordinaria amministrazione, con un lavaggio regolare e un occhio agli angoli e ai siliconi, che sono la parte destinata a invecchiare per prima.

Quando un bagno viene progettato scegliendo prima i materiali, il risultato regge negli anni ed è quello che ci riconosce chi ci ha affidato casa a Parma.

“Sono molto soddisfatto dei lavori effettuati dalla Cmg ristrutturazioni di Mario Conte.

Ho acquistato con la formula ‘chiavi in mano’ apprezzando la cura dei dettagli e la scelta dei migliori materiali oltre ad una comoda risistemazione degli spazi interni. Consigliato!”.

Giuseppe Fiore – recensione Google

Il Metodo CMG Crea Casa per una doccia che dura

Con il Metodo CMG Crea Casa le scelte del bagno si fanno prima sul progetto e finiscono scritte nel Piano dei Lavori insieme a tutto il resto.

Finitura del piatto, tipo e colore delle fughe, pendenza e scarico smettono di essere dettagli decisi in corsa e diventano voci di capitolato.

Lavoriamo senza subappalti a catena, quindi chi ti risponde è chi coordina davvero il cantiere. Come funziona lo trovi nella pagina sul Metodo CMG.

Se la doccia è il primo pezzo di un lavoro più ampio, le stesse scelte si incastrano con impianti e finiture del resto della casa.

Ne parliamo anche nella pagina sulla ristrutturazione del bagno a Parma.

Domande frequenti

Una doccia antiscivolo è più difficile da pulire?

Un po’ sì e conviene saperlo prima di scegliere. Le finiture che tengono meglio il piede hanno una superficie leggermente strutturata, quindi trattengono più facilmente sapone e calcare. Con un lavaggio regolare e un passaggio di panno quando esci, la differenza si riduce quasi del tutto – mentre una superficie lucida resta più comoda da pulire e molto meno affidabile sotto i piedi bagnati.

Meglio un piatto unico o una doccia piastrellata?

Dipende dall’effetto che vuoi e da quanta manutenzione sei disposto a mettere in conto. Il piatto unico ha una sola linea di fuga perimetrale, quindi meno punti in cui lo sporco si ferma. La doccia piastrellata prosegue il pavimento del bagno senza stacchi ed è la scelta di chi cerca quel risultato, a patto di scegliere con attenzione formato delle piastrelle e colore della fuga.

Le fughe annerite si possono recuperare o vanno rifatte?

Se l’annerimento è superficiale, una pulizia mirata e un ripristino della fuga risolvono senza toccare le piastrelle. Se invece la fuga si sbriciola oppure il nero torna dopo poche settimane, di solito il problema sta sotto, nell’umidità che ristagna o in un’impermeabilizzazione fatta male e va affrontato quello prima di rimettere a posto l’estetica.

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