A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi
In breve: la fossa biologica nella ristrutturazione di casa a Parma porta il cantiere anche fuori casa. Qui trovi come scopri di averla, cosa si scava in giardino, che fine fa il vialetto, in che ordine si fa rispetto al resto dei lavori e perché l’autorizzazione allo scarico viaggia su un binario suo.
Come scopri che la casa a Parma ha ancora la fossa biologica?
Quasi nessuno compra casa sapendolo: lo si scopre dopo, quasi sempre in uno di questi tre modi.
– Le carte del rogito: nella documentazione della casa lo scarico compare come impianto a sé, con una sua planimetria oppure con un vuoto al suo posto.
– Il preventivo dell’idraulico: quando chiedi di rifare i bagni, la prima domanda seria che ti fanno è dove finisce l’acqua sporca.
– Il camion dello spurgo dei vicini: se ogni tanto ne passa uno in quella strada, la rete pubblica lì non serve tutti.
Il segnale più concreto però sta in giardino: un chiusino tondo, un quadrato di cemento nel prato, un coperchio che nessuno ha mai alzato.
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Cosa si scava davvero per portare via lo scarico
La parte dentro casa è la più piccola: qualche tratto di tubo sotto i bagni e la cucina.
Il lavoro vero corre sotto il prato: una trincea che parte dai bagni e arriva dove la casa si collega alla rete pubblica oppure, dove la rete non arriva, al nuovo sistema di trattamento – perché quando la rete c’è, di norma l’allaccio è un obbligo, non una scelta.
Prima che qualcuno ci lavori intorno, la vecchia vasca va svuotata da una ditta di spurghi e messa fuori servizio.
La lunghezza e la profondità della trincea le detta il terreno: si leggono a scavo aperto.
Servono poi due cose che sul disegno nessuno mette: un varco per il mezzo che scava e un posto dove appoggiare la terra.
Scritta nel Piano dei Lavori prima della firma, questa voce smette di essere un imprevisto di cantiere e diventa una lavorazione prevista.
Nei paesi della Bassa la scena si ripete sui casali, dove si somma al recupero di un rustico e ai suoi impianti da rifare.
Che fine fanno il giardino e il vialetto dopo lo scavo?
È la domanda che fanno quasi tutti quando vedono la ruspa entrare dal cancello: vediamo attraverso i punti più importanti.
– Il prato: la striscia sopra la trincea si risemina o si riposa a zolle e per qualche mese si vede dove è passato lo scavo.
– Le piante: quelle a ridosso del percorso si spostano prima, dove è possibile. Le radici degli alberi grossi decidono da sole dove passa la trincea.
– Il vialetto: una gettata continua si taglia e si rifà a tratti. I masselli invece si smontano e si riposano, spesso senza cucitura visibile.
C’è poi una cosa che quasi nessuno dice: la terra di riporto si assesta, quindi il livello scende ancora per settimane.
Per questo il ripristino definitivo degli esterni è una voce a parte, con la sua riga e il suo importo.
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In che ordine si fa lo scarico rispetto al resto del cantiere
Sembra un lavoro da fare alla fine, a cantiere quasi pronto – in pratica funziona al contrario.
– Prima si decide dove va a finire: il punto di arrivo dello scarico governa le pendenze di tutti i tubi dentro casa.
– Poi si aprono le tracce e si posano gli scarichi interni, che spariscono sotto il massetto insieme al resto del rifacimento dell’impianto idraulico.
– Lo scavo esterno viene mentre dentro si lavora, finché in giardino possono ancora entrare i mezzi pesanti senza rovinare niente di nuovo.
– Il ripristino di prato e vialetto chiude la fila, dopo l’ultimo carico di materiale e dopo che i mezzi hanno finito di passare.
Sbagliare questa sequenza significa pagare due volte lo stesso pezzo di vialetto – e capita più spesso di quanto immagini.
Per approfondire: ordine dei lavori di una ristrutturazione
“Dopo aver valutato diverse aziende per la ristrutturazione del nostro immobile, ci siamo rivolti a CMG Crea Casa per un preventivo e subito abbiamo capito di avere di fronte dei veri professionisti.
Tra le quattro aziende a cui ci eravamo rivolti, abbiamo scelto loro senza esitazione e non potremmo essere più soddisfatti della nostra scelta.
Il titolare Mario Conte, persona seria, competente e soprattutto affidabile”.
Cheryl Furgio – recensione Google
Due carte diverse: la pratica dei lavori e l’autorizzazione allo scarico
Qui nasce la confusione più comune.
I lavori che fai dentro casa hanno la loro pratica edilizia, quella che il tecnico presenta al Comune prima di aprire il cantiere.
Dove finisce l’acqua sporca è invece un’autorizzazione allo scarico, un binario separato: per l’allaccio alla rete si passa da chi la gestisce, per uno scarico fuori rete dal Comune.
Sono due percorsi con moduli propri, firme diverse e istruttorie separate: uno non tira l’altro.
La domanda da fare a chi progetta è secca: l’autorizzazione allo scarico è già stata chiesta o la stiamo dando per scontata?
Perché una trincea aperta in attesa di una risposta è la cosa più cara che puoi avere in giardino.
Se invece la tua casa condivide il cortile con altre unità, la faccenda diventa collettiva e potrebbe trattarsi di rifacimento delle fognature condominiali.
Scegli il Metodo CMG Crea Casa per un cantiere che regge anche lo scavo
Con la fossa biologica il cantiere esce di casa: il lavoro più delicato succede in giardino, non dentro casa.
Scoprire quel coperchio a lavori già iniziati significa fermarsi, chiedere una variante e rifare il vialetto due volte: prima per far passare il mezzo, poi per rimetterlo com’era.
Per questo il Metodo CMG guarda lo scarico prima di aprire il cantiere, insieme alla carta che lo autorizza.
Svuotamento, scavo, collegamento e ripristino di prato e vialetto entrano nel Piano dei Lavori voce per voce, con un solo responsabile che tiene insieme il tecnico delle pratiche, chi scava e chi posa dentro casa.
Così il prato e il vialetto tornano come prima dentro il prezzo che hai firmato, senza sorprese a trincea aperta.
Se la tua casa è indipendente e ha qualche anno, quel coperchio nel prato conviene cercarlo adesso, non a demolizioni iniziate.
Domande frequenti sulla fossa biologica a Parma
Come faccio a sapere se la mia casa ha ancora la fossa biologica?
Guarda tre posti. Le carte della casa, dove lo scarico compare come impianto a sé oppure manca del tutto. Il giardino, dove un chiusino o un quadrato di cemento nel prato tradisce la posizione della vasca. E la strada, perché se dai vicini passa il camion dello spurgo la rete pubblica lì non serve tutti.
Devo toccare la fossa biologica se ristrutturo solo dentro casa?
Dipende da dove finisce oggi lo scarico e da cosa risponde chi gestisce la rete sul tuo indirizzo. Il punto pratico è un altro: se rifai bagni e cucina, i tubi nuovi devono scaricare da qualche parte con la pendenza giusta. Per questo la domanda si fa prima di aprire le tracce.
Lo scavo per il nuovo scarico rovina il giardino e il vialetto?
Li apre e poi si ripristinano. Il prato si risemina o si riposa a zolle, i masselli del vialetto si smontano e si rimettono, una gettata continua invece si taglia e si rifà a tratti. La terra di riporto si assesta ancora per settimane, quindi il ripristino definitivo va messo in preventivo come voce a parte.
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