A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 20 anni di esperienza diretta in cantiere.
Specializzazione: Ristrutturazioni “chiavi in mano” con garanzia contrattuale su tempi e costi.
Il muro di cinta è il biglietto da visita della tua casa.
Quando è quello sbrecciato con i ferri a vista e il cancelletto che non chiude più, tutta la ristrutturazione interna perde valore.
A Parma lavoriamo spesso su ville e case indipendenti in zona San Lazzaro, Montanara e lungo le strade che portano verso la Bassa, dove recinzioni e cancelli degli anni ’70 e ’80 sono ormai al capolinea.
Questo è un elemento da calcolare nel costo di ristrutturazione di una casa a Parma – ma è anche quello che crea l’impatto visivo più forte.
Quali permessi servono per rifare la recinzione a Parma?
Se mantieni la stessa posizione, altezza e materiale della recinzione esistente è manutenzione ordinaria e non serve nessun permesso edilizio.
La questione cambia se vuoi alzare il muro, spostarlo rispetto al confine catastale o trasformare una rete metallica in un muro pieno.
In quel caso a Parma serve una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) e, in zona vincolata (Centro Storico, aree a vincolo paesaggistico lungo il Torrente Parma), potrebbe servire anche il nulla osta della Soprintendenza.
Noi gestiamo tutta la parte burocratica come parte del servizio e verifichiamo i vincoli urbanistici prima ancora di fare il preventivo, per evitarti sorprese: lo stesso approccio che usiamo per la gestione di CILA e SCIA a Parma.
Come si demolisce un vecchio muro di cinta in sicurezza?
Con un miniescavatore e una squadra che sa distinguere un muro autoportante da uno con rinforzo in cemento armato – demolire a martellone senza un piano è pericoloso.
I vecchi muretti di confine a Parma sono spesso in mattoni pieni senza fondazione vera, appoggiati su una platea di calcestruzzo sottile e tremano al tatto.
Il problema è che sono addossati alla recinzione del vicino, al marciapiede pubblico o al palo della luce.
Non puoi tirare giù tutto con la benna: devi sezionare, rimuovere e caricare i detriti con metodo.
E poi c’è la questione dello smaltimento: i vecchi muretti possono contenere intonaci con tracce di amianto nelle finiture o nei copponi di copertura. In quel caso serve una bonifica a norma di legge prima della demolizione.
Come si costruiscono le fondamenta per un nuovo muro di cinta?
Servono fondamenta in cemento armato dimensionate in base all’altezza del muro e alla portanza del terreno – non basta un cordolo sottile.
Questa è la parte che nessuno vede ma che fa la differenza tra un muro che dura sessant’anni e uno che si inclina dopo cinque inverni.
A Parma il terreno argilloso della Bassa si gonfia d’inverno e si ritira d’estate: un muro senza fondazioni adeguate lavora, si fessura e alla fine cede.
Lo scavo deve arrivare sotto il piano di gelo (almeno 50-60 cm), il plinto in calcestruzzo deve essere armato con staffe e ferri longitudinali e il muro sopra deve avere un cordolo di coronamento che distribuisce i carichi.
Non è un lavoretto da fai-da-te: è edilizia strutturale.
“Ci siamo affidati a Mario per la ristrutturazione della nostra casa, si è mostrato subito disponibile e capace nel capire e soddisfare le nostre esigenze.
Ci ha seguito passo passo, aiutandoci a risolvere tutti i nostri dubbi e incertezze, proponendoci soluzioni innovative e soprattutto pratiche“.
Daniele Gambera
Ferro battuto, alluminio verniciato o pannelli modulari: quale recinzione scegliere?
Il ferro battuto è il più elegante ma richiede manutenzione periodica, l’alluminio verniciato è eterno e senza manutenzione, i pannelli modulari sono economici ma meno personalizzabili.
A Parma, nelle ville di Viale Mariotti e nelle case signorili del Parco Ducale, il ferro battuto è la scelta storica.
È bello, è artigianale, ma arrugginisce: ogni cinque-sette anni va carteggiato e riverniciato, oppure zincato a caldo e poi verniciato a polvere.
L’alluminio verniciato a forno è la soluzione moderna: identico visivamente al ferro, ma non arrugginisce mai, non si scolorisce e non richiede alcuna manutenzione.
I pannelli modulari in acciaio (tipo le recinzioni industriali) costano meno ma hanno un aspetto da cantiere che non si addice a una casa residenziale.
Il compromesso intelligente è il muro basso in mattoni faccia vista con sopra una ringhiera in alluminio verniciato: robusto, elegante, zero manutenzione.
Come predisporre gli impianti elettrici per cancelli automatici e videocitofoni?
Bisogna posare le tubazioni vuote e i cavi sotto la fondazione del muro PRIMA di gettare il cemento – dopo è tardi e si rompe tutto.
Questo è l’errore che vedo commettere più spesso a Parma: il muratore finisce il muro, il cliente decide che vuole il cancello motorizzato e l’elettricista deve scavare sotto la fondazione appena fatta per passare i cavi. Un disastro.
La predisposizione elettrica va pensata nel Piano dei Lavori: corrugati vuoti sotto il plinto per i motori del cancello (carrabile e pedonale), alimentazione per il videocitofono e per eventuali telecamere, pozzetti d’ispezione ai pilastri.
Se oggi non vuoi il cancello automatico, la predisposizione costa pochissimo – ma se la dimentichi, domani costerà dieci volte tanto.
Con CMG Crea Casa ogni dettaglio è previsto prima di aprire il cantiere, perché il nostro approccio da ristrutturazione chiavi in mano non lascia nulla al caso.
Stai per ristrutturare e vuoi anche un intervento impeccabile per il muro di cinta e il cancello della tua casa? Vediamoli insieme e progettiamo la soluzione giusta.
Compila il modulo qui sotto e ti ricontatteremo nel più breve tempo possibile.
Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A o chiamando il numero 0521 57 23 34.



