Ristrutturare casa a Sant'Ilario d'Enza: cosa si recupera e cosa conviene rifare - CMG Crea Casa

Ristrutturare casa a Sant’Ilario d’Enza: cosa si recupera e cosa conviene rifare

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: a Sant’Ilario d’Enza buona parte delle case da sistemare arriva dagli anni in cui il paese è cresciuto lungo la via Emilia. Le murature e i solai di norma reggono: quello che invecchia peggio sta dietro l’intonaco.

Fatti mettere per iscritto quattro cose: cosa si demolisce, cosa si recupera, quali impianti si rifanno per intero e le date del Piano dei Lavori.

Hai una casa a Sant’Ilario d’Enza e la stai guardando con l’idea di rimetterla in ordine. Magari è la casa dei tuoi, magari l’hai appena comprata.

Il pavimento sembra ancora sano e la scala pure. Viene naturale pensare di tenere quello che c’è.

Purtroppo, il conto più pesante arriva da quello che non si vede.

Le case di paese di quegli anni sono tirate su con le strutture in ordine e il resto ridotto all’essenziale: impianti sottotraccia da riprendere, infissi arrivati a fine corsa, un bagno solo.

Qui trovi cosa di solito si recupera, cosa conviene rifare da zero e cosa chiedere prima di firmare.

Le case di Sant’Ilario d’Enza: com’erano fatte

Sant’Ilario d’Enza sta sulla via Emilia, poco più vicina a Parma che a Reggio Emilia, con il torrente Enza che scorre a due chilometri a ovest, verso Parma.

Prima di tutto un dato che spiega il resto: fra il censimento del 1961 e quello del 1981 gli abitanti sono passati da poco più di cinquemila a oltre novemila.

In quegli anni il paese si è allargato. Da lì arriva buona parte delle abitazioni che oggi trovi da sistemare, in centro come nelle frazioni: Calerno, Gallo, Castellana.

Qui come in altri paesi della via Emilia lo schema si ripete: due piani, garage o cantina al piano terra, muratura portante oppure pilastri in cemento armato, solai in laterocemento, finestre piccole e un impianto pensato per una famiglia con tre elettrodomestici.

Per approfondire il tema, leggi anche come si ristruttura in sicurezza una casa degli anni Sessanta.

Cosa si recupera davvero e cosa no?

La parte buona è che l’ossatura di norma si tiene. Murature, solai, scala interna e tetto reggono, se il manto non ha ceduto e non ci sono infiltrazioni in corso.

Si recupera spesso anche la distribuzione: in quelle case gli spazi sono generosi e conviene ridisegnarli.

Quello che invece raramente vale la pena tenere è il resto: tubazioni in ferro zincato, quadro elettrico sottodimensionato, serramenti in legno o in alluminio senza taglio termico, massetti vecchi su cui qualcuno propone di posare senza demolire.

Chi ti liquida la questione con un quello lo teniamo, poi vediamo ti sta rimandando una decisione che pesa in euro (riaprire una parete già intonacata vuol dire pagare due volte muratore, intonaco e pittura).

Che cosa puoi fare quindi? Far guardare dietro prima di firmare, poi farsi scrivere cosa resta e cosa va giù, stanza per stanza.

Da dove nascono le cifre lo spiega voce per voce la nostra guida ai costi reali di una ristrutturazione.

Impianti: a Sant’Ilario d’Enza il capitolo che pesa di più

È la voce che di solito sorprende chi fa i conti a occhio.

L’impianto elettrico di una casa di quegli anni ha poche prese, sezioni ridotte e un quadro pensato per carichi che oggi non bastano.

Quello idraulico ha spesso tubi in ferro e scarichi che si sono ristretti anno dopo anno.

Inoltre, le tracce passano da una stanza all’altra: se apri i muri per il riscaldamento, tanto vale aprirli una volta sola.

Come si affronta un rifacimento dell’impianto elettrico lo abbiamo raccontato in una guida a parte.

Nella Consulenza col Metodo CMG gli impianti entrano nel Piano dei Lavori con una riga e un importo accanto, invece di restare un da valutare che poi torna a investimento già deciso.

Involucro e infissi: dove si sente la differenza?

È la parte che percepisci sulla pelle, il primo inverno.

In quelle case i cassonetti degli avvolgibili sono cassette aperte dentro il muro, le finestre hanno telai sottili e il vetro singolo o doppio di prima generazione.

Così, il calore se ne va dai ponti termici attorno ai serramenti e cambiare gli infissi senza chiudere i cassonetti tende a dare metà del risultato che ti aspettavi.

Al contrario, tenere insieme serramenti, cassonetti e isolamento del sottotetto è un investimento che si sente in bolletta e sul comfort di casa. Si decide guardando la casa che hai, non un catalogo.

“Ho affidato a CMG Crea Casa la ristrutturazione del mio appartamento e posso affermare senza ombra di dubbio che non avrei potuto fare scelta migliore.”

Rosa Mercurio – recensione Google

Le 4 cose da farti mostrare prima di firmare a Sant’Ilario d’Enza

Prima di mettere la firma, fatti mostrare quattro cose: sono quelle che dicono se hai davanti un preventivo tenuto in piedi da qualcosa, per la tua ristrutturazione a Sant’Ilario d’Enza.

1- L’elenco stanza per stanza di quello che si demolisce e di quello che resta in piedi.

2- Il capitolo impianti scritto per esteso, con la riga che dice dove il rifacimento si ferma.

3- Il nome del tecnico che presenta la pratica al Comune di Sant’Ilario d’Enza, con la sua riga di costo.

4- La verifica dietro l’intonaco fatta prima del prezzo, con scritto chi paga la differenza se il pezzo da recuperare va giù.

Chi ha in mano il lavoro te le mette davanti con un numero accanto o con una riga di preventivo.

Chi risponde con un dipende ti sta passando una decisione che tocca a lui.

Scegli il Metodo CMG Crea Casa per la tua casa a Sant’Ilario d’Enza

Hai appena letto che in una casa di quegli anni la spesa si decide dietro l’intonaco, non davanti al campionario delle piastrelle.

Quando quella decisione si rimanda, il conto arriva a cantiere aperto: la parete appena chiusa da riaprire, il pavimento nuovo che non combacia con la soglia, l’idraulico che deve tornare quando il piastrellista ha già finito.

Il Metodo CMG Crea Casa sposta quella verifica all’inizio: si guarda cosa c’è dietro, si decide insieme cosa si recupera e cosa si rifà, quando cambiare idea costa ancora poco.

Da lì la decisione finisce nel Piano dei Lavori con la sua riga e il suo importo, come ogni altra lavorazione, con le nostre squadre di fiducia senza subappalti, un solo interlocutore e la garanzia contrattuale su tempi e costi.

Il risultato è uno solo: il tuo investimento resta dove lo avevi messo.

Se è questo che vuoi per la tua ristrutturazione a Sant’Ilario d’Enza, contattaci compilando il modulo che trovi a fondo pagina.

Richiedi ora una Consulenza col Metodo CMG Crea Casa e il tuo Piano dei Lavori personalizzato per la casa a Sant’Ilario d’Enza, con le voci di costo e le date scritte una per una.

Compila il modulo qui sotto e ti ricontatteremo nel più breve tempo possibile.

Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A oppure chiamarci subito:

Domande frequenti

Conviene ristrutturare una casa degli anni Sessanta o comprarne una nuova?

Una casa di quegli anni di norma ha metrature generose, muri spessi e una posizione comoda: sono le cose che non puoi comprare dopo. Quello che manca lo puoi rifare: sapendo prima quanto pesa, lo decidi con la calcolatrice in mano.

Gli impianti si possono rifare a pezzi per spendere meno?

Si può fare, ma il risparmio dura poco: riaprire domani una parete chiusa oggi vuol dire pagare due volte muratore, intonaco e pittura. Se la casa si svuota, conviene deciderlo in una volta sola.

Chi presenta la pratica in Comune a Sant’Ilario d’Enza?

La presenta il tecnico incaricato, prima che il cantiere apra: ogni Comune ha il suo regolamento edilizio, i suoi orari di cantiere e il suo sportello unico per l’edilizia. Nel preventivo deve essere scritto chi se ne occupa.

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