In un appartamento anni '60 a Parma devo rifare tutto l'impianto elettrico o posso solo metterlo a norma? - CMG Crea Casa

In un appartamento anni ’60 a Parma devo rifare tutto l’impianto elettrico o posso solo metterlo a norma?

In breve: Su un appartamento anni ’60 a Parma la scelta fra mettere a norma l’impianto elettrico e rifarlo dipende da cosa hai in mente per la casa. Se resta com’è, l’intervento mirato ha senso. Se entro pochi anni pensi di ristrutturare, il rattoppo lo paghi due volte.

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

La domanda che ti fai davanti a un impianto vecchio

Quando compri o erediti un appartamento degli anni ’60, l’impianto elettrico è quasi sempre il primo punto interrogativo che ti trovi davanti.

E la domanda arriva sempre nella stessa forma: devo rifare tutto oppure basta metterlo a norma e andare avanti così?

È una domanda legittima, perché fra le due strade il conto cambia parecchio e nessuno ha voglia di spendere più del necessario.

La risposta, però, non sta nei dettagli tecnici dell’impianto ma in quello che hai in mente di fare di quella casa nei prossimi anni.

Cosa vuol dire mettere a norma un impianto elettrico?

Mettere a norma significa intervenire sui punti che oggi rendono l’impianto poco sicuro, lasciando in piedi tutto il resto di quello che c’è.

Nella pratica si lavora sul quadro, sulle protezioni e sulla messa a terra, cioè sulle parti che ti coprono quando qualcosa va storto.

I fili dentro i muri, invece, restano quelli: stessi percorsi, stesse scatole, stesso numero di prese in ogni stanza.

Rifare l’impianto è un lavoro di altra portata: si aprono le tracce, si tirano fili nuovi e si ridisegna da capo dove stanno prese, punti luce e comandi.

Qui sta la differenza che conta per te: il primo intervento ti mette in sicurezza, il secondo cambia anche il modo in cui vivi le stanze.

Come si svolge nel concreto un rifacimento lo abbiamo raccontato nella pagina sul rifacimento dell’impianto elettrico a Parma.

I segnali che il tuo appartamento anni ’60 a Parma ti sta già dando

Prima di decidere, guarda come si comporta la casa quando la usi tutti i giorni. Ci sono segnali che parlano più chiaro di qualsiasi ragionamento.

Le prese non bastano mai: dietro ogni mobile c’è una ciabatta e su quella ciabatta è attaccata un’altra ciabatta.

Salta la corrente quando accendi forno e lavatrice insieme, quindi hai imparato a non usarli nello stesso momento.

Le placche sono ingiallite e in qualche punto l’interruttore si muove appena lo tocchi con un dito.

Nessuno sa dove passano i fili, perché in casa non c’è nessun disegno dell’impianto e chi l’ha realizzato non è più rintracciabile.

Questi segnali non ti dicono ancora quale strada prendere, ma sono un chiaro segnale che stai facendo funzionare la casa di oggi con un impianto pensato per un’altra epoca.

Quando mettere a norma conviene davvero

C’è un caso preciso in cui l’intervento mirato è la scelta più sensata e non ha niente di un ripiego.

È il caso della casa che ti va bene com’è: ci abiti già, i muri sono a posto, i pavimenti pure e non hai nessuna intenzione di aprire un cantiere.

In quella situazione lavorare sulle protezioni ti dà la parte di sicurezza che ti manca, senza toccare pareti che oggi sono sane e finite.

Vale anche per l’appartamento che tieni in affitto o per la casa dei genitori, dove l’investimento grosso non è in programma e la priorità è dormire tranquilli.

In questi casi il rattoppo è una decisione presa con la testa, dentro un programma che ha una sua logica.

“Dopo aver valutato diverse aziende per la ristrutturazione del nostro immobile, ci siamo rivolti a CMG Crea Casa per un preventivo e subito abbiamo capito di avere di fronte dei veri professionisti.

Tra le quattro aziende a cui ci eravamo rivolti, abbiamo scelto loro senza esitazione e non potremmo essere più soddisfatti della nostra scelta. Il titolare Mario Conte, persona seria, competente e soprattutto affidabile”.

Cheryl Furgio – recensione Google

Quando risparmiare sull’impianto oggi… costa di più domani?

Il conto si ribalta nel momento in cui hai in programma di ristrutturare, anche solo il bagno o la cucina.

Perché l’impianto elettrico è una di quelle voci che spariscono dentro il muro e si toccano una volta sola, quando le pareti sono già aperte.

Se metti a norma adesso e apri il cantiere qualche mese dopo, la spesa di oggi non ti torna indietro: i fili nuovi li tiri comunque.

Poi succede anche il contrario, cioè che l’impianto sistemato in fretta diventi la scusa per rimandare a oltranza lavori che quella casa chiede da anni.

È il ragionamento che vale per tutte le lavorazioni nascoste, quelle che si notano solo quando cedono.

Ne abbiamo parlato per esteso nell’articolo su perché risparmiare su impianti e impermeabilizzazioni è un falso risparmio.

E se fra tre anni decido di ristrutturare tutto?

Questa è la domanda che pesa più di tutte le altre, perché il tempo è l’unico dato che sposta davvero la convenienza fra le due strade.

Immagina la scena: hai messo a norma il quadro, imbiancato e cambiato il pavimento della sala e tre anni dopo decidi di rifare cucina e bagno.

A quel punto le tracce si aprono lo stesso, la polvere entra nelle stanze appena sistemate e una parte di quello che avevi speso resta chiusa nel muro.

Il criterio, per fortuna, è semplice. Se il cantiere è nell’orizzonte dei prossimi anni, l’impianto si fa una volta sola, quando i muri sono già aperti per altro.

Se invece la casa resta com’è per un tempo lungo, l’intervento mirato regge benissimo e quello che non hai speso resta tuo.

Decidere adesso significa non pagare due volte lo stesso lavoro.

Nel dubbio, la cosa più utile è mettere per iscritto cosa vuoi fare di quella casa da qui a cinque anni: la decisione sull’impianto viene quasi da sola.

Di come si mette in fila un lavoro del genere parliamo anche nella guida alla ristrutturazione di un appartamento a Parma.

Scegli il Metodo CMG Crea Casa per decidere con le idee chiare a Parma

Davanti a un impianto degli anni ’60 la parte difficile riguarda il programma della casa, molto più dei fili che ci sono dentro i muri.

Con il Metodo CMG Crea Casa partiamo esattamente da lì: cosa vuoi fare di questo appartamento, in che ordine e con quale investimento complessivo.

Poi mettiamo tutto nel Piano dei Lavori, dove ogni voce è scritta nero su bianco. Così la scelta fra mettere a norma e rifare la prendi con i numeri davanti.

Qualunque strada scegli, ci sono quattro cose da farsi mettere per iscritto prima di firmare qualsiasi cosa:

1- Cosa resta del vecchio impianto e cosa viene sostituito, voce per voce.

2- Quante prese e quali comandi ti ritrovi in ogni stanza a lavoro finito.

3- Cosa succede ai muri: dove si aprono le tracce e chi rimette a posto intonaco e tinteggiatura.

4- Quali documenti ti restano in mano alla fine, da conservare insieme alle carte della casa.

Se stai valutando un appartamento anni ’60 a Parma, il Metodo CMG serve esattamente a questo: farti scegliere una volta sola.

Così l’investimento lo decidi tu sopra un quadro completo, non l’urgenza del momento.

Domande frequenti

Posso mettere a norma l’impianto senza rifarlo tutto?

Sì, in molte case degli anni ’60 si può intervenire sulle parti che riguardano la sicurezza lasciando i fili dove sono. È la scelta che ha più senso se la casa ti va bene com’è e non hai cantieri in programma, perché ti dà protezione senza toccare pareti sane e già finite. Diventa una spesa buttata se invece pensi di ristrutturare entro pochi anni.

Ho appena comprato casa a Parma: conviene rifare subito l’impianto elettrico?

Se stai già entrando con dei lavori, sì, perché i muri sono aperti una volta sola e quello è il momento in cui rifare l’impianto costa meno disagio e meno soldi. Chi compra e ristruttura si ritrova prese e comandi disegnati sulla casa che vivrà davvero, non su quella di sessant’anni fa. Se invece entri e basta, puoi rimandare in modo consapevole.

Devo rifare tutto l’impianto anche se ristrutturo solo il bagno?

Non per forza, ma la domanda giusta è un’altra: quel bagno è il primo pezzo di un percorso o l’unico lavoro che farai in quella casa? Se è il primo di una serie, conviene ragionare fin da subito su tutto l’impianto e procedere per fasi con un disegno unico. Se resta un intervento isolato, si lavora sulla zona interessata e si mette in sicurezza il resto.

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