A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi
In breve: Il numero di prese non si decide su una piantina, si decide guardando come vivi le tue stanze. Cucina, divano, lato del letto, ingresso: ognuna ha i suoi punti dove la corrente serve davvero. Il momento per contarle è a impianto aperto, prima che le tracce vengano chiuse.
Le prese sono il rimpianto numero uno a lavori finiti
Quando una casa è finita e ci vivi dentro da qualche mese, i dispiaceri non riguardano quasi mai le piastrelle o il colore delle pareti.
Riguardano le prese. Quella che manca dietro il divano, quella finita dietro la credenza, la ciabatta che attraversa la camera e che scavalchi tutte le sere per andare a letto.
È un fastidio piccolo, che però ti resta addosso per anni: lo tocchi ogni giorno, ogni volta che devi attaccare qualcosa e non hai dove.
Succede quasi sempre per lo stesso motivo: le prese si decidono troppo presto, sulla piantina, quando ancora nessuno ha in testa dove finiranno i mobili.
Il rifacimento dell’impianto elettrico a Parma è il momento in cui questa scelta si può ancora fare con calma. Dopo diventa una rincorsa: vediamo come e perché.
Quante prese servono in cucina?
La cucina è la stanza dove il conto sballa più spesso, perché è l’unica in cui gli apparecchi restano attaccati tutti insieme e tutti i giorni.
Sotto il piano trovi già forno, frigorifero, lavastoviglie e cappa: sono prese impegnate per sempre, che nessuno stacca mai più.
Quelle che servono a te sono le altre, sopra il piano di lavoro, dove appoggi le cose e le usi: bollitore, tostapane, il telefono che ricarichi mentre cucini.
Nella nostra esperienza di cantiere a Parma, sul piano non basta quasi mai una presa sola: due gruppi distanti fra loro sono il minimo per non litigare con la spina.
C’è poi un dettaglio che scoprono tutti dopo: una presa buona sulla carta sparisce il giorno in cui arriva il pensile, ecco perché va guardata insieme al disegno dei mobili.
Se rifai anche l’arredo, il discorso si intreccia con la ristrutturazione della cucina a Parma: le due cose si decidono nello stesso momento.
Soggiorno, zona TV e camera da letto: dove mancano sempre
Nel soggiorno il punto critico è uno solo ed è la parete della TV. Lì non attacchi un apparecchio, ne attacchi quattro o cinque senza accorgertene.
Televisore, decoder, console, diffusore audio, magari il router che qualcuno ha nascosto proprio lì: e dietro il mobile finisce per vivere una ciabatta che scotta.
Poi c’è l’altro lato della stanza, quello di cui non parla mai nessuno: il divano, dove passi le sere col telefono in mano e una lampada da terra accesa.
In camera da letto il ragionamento è ancora più semplice, però quasi nessuno lo fa: le prese si contano ai due lati del letto, non su una parete generica.
Ognuno dei due, la sera, vuole un punto suo per il telefono e per la luce. Una presa sola sul lato sbagliato del letto non serve a nessuno dei due.
Bagno e ingresso: le prese che nessuno conta
In bagno la presa si mette allo specchio e ci si ferma lì. Poi però la usano in due allo stesso momento, uno col rasoio e uno col phon.
C’è anche la lavatrice, se il bagno è quello dove la tieni: è una presa occupata per sempre e non va contata fra quelle libere.
Quando ridisegniamo un bagno a Parma guardiamo prima l’altezza dei mobili e dello specchio, perché è quella a dire dove la presa è comoda davvero.
L’ingresso è la stanza più dimenticata di tutte, eppure è dove appoggi chiavi, telefono e auricolari: è lì che finisce a ricaricarsi mezza casa, ogni notte.
“Abbiamo contattato questa impresa per la ristrutturazione del nostro appartamento.
Mario, il titolare, si è dimostrato da subito molto competente, attento ad ascoltare le nostre esigenze ed a consigliarci al meglio. Consigliato!”.
Matteo Coppini – recensione Google
Quando si decide il numero delle prese in una ristrutturazione a Parma?
Il momento giusto è uno e si riconosce a occhio: quando le pareti sono aperte, le tracce sono fatte e i cavi si vedono ancora tutti.
Da lì in avanti una presa in più pesa poco, perché il muro è già scoperto e la squadra sta già lavorando in quella stanza.
Quando invece le tracce sono chiuse, intonacate e tinteggiate, spostare una presa significa riaprire il muro, rifare l’intonaco e ridipingere l’intera parete.
È lo stesso meccanismo che rende caro ogni ripensamento a cantiere avviato: ne parliamo in quanto costa cambiare idea a lavori iniziati.
Per questo, prima di chiudere l’impianto, facciamo il giro delle stanze con te. Quattro domande semplici, che non riguardano l’elettricità: riguardano te.
1- Dove va il letto e da che lato dormi tu, perché è questo a decidere i due punti in camera.
2- Dove finisce il divano e da che parte ti siedi la sera con il telefono in mano.
3- Quali apparecchi restano appoggiati sul piano della cucina e quali invece riponi ogni volta.
4- Cosa ricarichi ogni sera e in che stanza lo fai, perché è lì che serve un punto dedicato.
Quattro risposte tue valgono più di qualsiasi schema disegnato a tavolino, perché la casa la abiti tu e le abitudini sono le tue.
Da qui viene anche la risposta alla domanda che ci fanno tutti: qualche presa in più conviene, perché a muro aperto pesa pochissimo sul totale dei lavori.
È un investimento minimo, che però ti ripaga ogni giorno e ti toglie di mezzo le prolunghe: meno fili in giro, meno cose da spostare quando pulisci.
Scegli il Metodo CMG Crea Casa per un impianto pensato su come vivi
Le prese non sono un dettaglio da elettricista, sono una scelta di progetto che si prende insieme a te, prima che il muro si richiuda.
Con il Metodo CMG il giro delle stanze è un passaggio previsto: prima il disegno dei mobili, poi le tue abitudini e solo alla fine il conto dei punti.
Quello che decidiamo finisce scritto nel Piano dei Lavori, così sai in anticipo quante prese avrai in ogni stanza e non lo scopri a lavori finiti.
Avere un unico interlocutore qui conta parecchio: chi ti fa le domande sui mobili è lo stesso che coordina la squadra nel tuo cantiere a Parma.
E così un impianto pensato su di te significa una cosa sola: a casa finita non ti trovi a spostare una poltrona per arrivare a una spina.
Domande frequenti
Quante prese servono in ogni stanza?
Non esiste un numero uguale per tutte le stanze, perché dipende da come le usi. Il criterio che funziona è contare i punti dove ti serve davvero la corrente: i due lati del letto in camera, la parete della TV e il divano in soggiorno, il piano di lavoro in cucina, lo specchio in bagno. Da quei punti esce un numero che è il tuo, non quello di una casa qualsiasi.
Posso aggiungere una presa dopo aver finito i lavori?
Si può fare, però diventa un lavoro vero e non un ritocco. A tracce chiuse bisogna riaprire il muro, ripassare il cavo, rifare l’intonaco e ritinteggiare quella parete, con i mobili già dentro casa e la polvere in mezzo. La stessa presa, decisa mentre le pareti sono ancora aperte, ti sarebbe costata una frazione.
Meglio mettere qualche presa in più del necessario?
Sì e nella nostra esperienza è la scelta di cui nessuno si è mai pentito. Una presa che non usi non dà fastidio, mentre una che manca te la ricordi tutti i giorni con una prolunga sul pavimento. Il consiglio è abbondare dove la vita si concentra, quindi cucina, zona TV e lati del letto, senza riempire per forza le pareti vuote.
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