A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi
In breve: per ristrutturare una casa in collina a Langhirano una delle prime cose da sistemare è l’accesso, cioè dove arriva il mezzo, dove si scarica il materiale, dove si appoggia il ponteggio su un terreno che non è in piano e dove finiscono le macerie. Sono scelte che conviene mettere per iscritto nel Piano dei Lavori prima di aprire il cantiere.
A Langhirano il cantiere comincia dalla strada
Chi ristruttura in centro tende a dare per scontata una cosa: il mezzo arriva sotto casa.
A Langhirano si sale, quindi quella cosa si verifica prima, anche perché la strada che porta alla tua casa può decidere una buona parte del cantiere.
L’ultimo tratto tende a essere il più delicato e può essere una salita stretta, una curva chiusa oppure un fondo che d’inverno tiene meno.
Questo significa che il progetto e la logistica si disegnano insieme, allo stesso tavolo.
Su una casa indipendente a Parma il ragionamento parte da tetto e facciate, mentre sul versante parte prima ancora da come ci si arriva.
Dove si ferma il camion e quanto materiale arriva per volta?
È la domanda da cui, in generale, dipendono le altre, perché se il mezzo grande non sale il materiale si spezza in carichi più piccoli e copre l’ultimo tratto con mezzi che in quella strada ci passano.
Cambia anche il modo di ordinare: al posto di un arrivo unico si programmano più consegne, agganciate alle lavorazioni.
Quanto pesa un carico e quanto regge quel fondo non si stabilisce a occhio – e in fase di progetto la valutazione la mettiamo giù noi con tutto il necessario.
Orientativamente, gli elementi da fissare prima di partire sono questi:
– Il punto di scarico: dove il mezzo si ferma senza chiudere la strada a chi passa.
– Il tratto finale: come il materiale copre gli ultimi metri, a mano oppure con un mezzo piccolo.
– La sequenza: cosa deve arrivare all’inizio e cosa può restare a valle.
Una sequenza sbagliata può lasciarti in casa bancali che intralciano le lavorazioni e obbliga a spostarli due volte, ed è già un pezzo del tuo investimento che se ne va in movimentazioni che nessuno aveva messo a preventivo.
Dove si appoggia il ponteggio se il terreno non è in piano?
Il ponteggio vuole una base stabile e continua e, su un versante, quella base va costruita.
Da un lato della casa il piano di appoggio sta più in basso, dall’altro il terreno arriva quasi alla finestra.
Il ponteggio si disegna di conseguenza, con quote diverse sui vari lati e con la parte a valle che parte più in basso.
Sul fianco a monte le prime tavole si appoggiano quasi all’altezza del davanzale, mentre sul lato a valle lo stesso ponteggio scende di un piano intero.
Altezze, ancoraggi e tenuta del piano di appoggio li stabilisce il tecnico incaricato, su misure prese sulla casa reale e non su un catalogo – e il giro con lui lo teniamo noi.
Nello stesso ragionamento entra il verde attorno alla casa, perché quello che si sposta per fare spazio al ponteggio tendenzialmente va rimesso a posto alla fine ed è meglio saperlo prima.
Se i muri della tua casa sono in muratura di sasso il recupero ha regole sue, che trovi raccolte nella pagina sul recupero dei muri in sasso.
Dentro casa: riscaldamento e umidità quando un lato è contro terra
Se la tua casa ha un fianco addossato al pendio, quel lato lavora in modo diverso dagli altri tre.
Da lì arrivano l’acqua che scende dal terreno e l’umidità che il muro prende da dietro.
Chi ci abita se ne accorge da dentro, perché la parete contro terra resta più fredda delle altre e d’inverno tende a raccogliere la condensa negli angoli, dietro un armadio oppure sotto la finestra.
Nella stanza addossata al pendio il riscaldamento lavora di più per tenere la stessa temperatura del resto della casa, quindi conviene decidere prima se quel locale vuole un corpo scaldante suo oppure un isolamento sul lato interno.
Sul muro si interviene da dentro, con un isolamento applicato sulla parete e un intonaco che regge l’umidità, mentre la barriera contro la risalita si valuta a parte e il dettaglio lo trovi nella pagina sull’umidità di risalita e la barriera chimica.
Quando la condensa nasce nel punto in cui il muro incontra il solaio, il tema diventa il ponte termico e su come lo si toglie consulta anche la pagina su ponti termici, condensa e muffa.
Fuori invece il tuo investimento si concentra dove l’acqua entra, cioè gronde, converse e il punto in cui il tetto scarica a monte, e se la copertura è da rifare consulta anche la pagina sul rifacimento del tetto a falde.
“Effettivamente, anche se prima di affidarmi a loro ero convinta che non riuscivo mai ad ottenere la casa dei miei sogni, grazie a loro ho visto che il progetto era ciò che desideravo davvero e avremmo sfruttato tutti gli spazi morti che avevamo ed ho cambiato completamente idea”.
Elena Calugareanu – recensione Google
Cosa cambia rispetto a un cantiere in centro a Parma
In centro a Parma il cantiere combatte con lo spazio, fra suolo pubblico, parti comuni e vicini di pianerottolo, e quel capitolo lo trovi per esteso nella pagina sulla gestione del cantiere fra polvere e vicini.
In collina lo spazio attorno alla casa di solito c’è. Quello che si organizza è il modo di attraversarlo con un mezzo carico.
Cambiano anche le macerie, perché il cassone va dove il mezzo che lo ritira riesce ad arrivare e non sempre è il punto più comodo per chi lavora.
Quindi si sceglie un’area di deposito, si protegge il fondo e si concorda con te cosa resta lì fino alla fine dei lavori.
Fuori città molte cose si somigliano e le abbiamo raccolte nella pagina su ristrutturare casa a Collecchio, mentre quassù la pendenza aggiunge il resto.
Se la tua casa ha una corte o più corpi attorno, consulta anche la pagina sulla casa di corte, mentre se si tratta di un fabbricato di campagna il riferimento è quella sul rustico.
Quello che tendenzialmente pesa di più sul tuo investimento, quassù, è quanto è agevole arrivare al muro su cui si deve lavorare.
Scegli il Metodo CMG Crea Casa per il tuo cantiere in collina
Il Metodo CMG mette un unico interlocutore fra te e il cantiere, dal progetto alla consegna, con la garanzia contrattuale su tempi e costi.
Nel Piano dei Lavori di CMG Crea Casa le lavorazioni stanno scritte una per una con i rispettivi importi e dentro ci sta anche la parte che in collina pesa davvero: accessi, mezzi previsti, punto di scarico e area di deposito.
Sono le voci che, quando restano fuori dal foglio, tendono a diventare le sorprese che gonfiano l’investimento a cantiere aperto.
Lavoriamo a Parma e in provincia, collina compresa, e il Metodo CMG Crea Casa resta lo stesso in centro e sul versante.
Domande frequenti
Si può ristrutturare una casa in collina se la strada è stretta?
Sì, cambia il modo di portare su il materiale, quindi carichi più piccoli, mezzi che in quella strada ci passano e consegne programmate insieme alle lavorazioni. Quali mezzi salgano davvero, lo definiamo noi in fase di progetto insieme al tecnico incaricato, perché dipende dal fondo, dalle curve e dallo spazio che c’è per fermarsi.
Dove si mette il materiale se attorno alla casa non c’è spazio?
Si individua un’area di deposito prima di aprire il cantiere, si protegge il fondo e si decide cosa resta lì fino alla fine. Nello stesso ragionamento entra il cassone delle macerie, che va posizionato dove il mezzo che lo ritira riesce ad arrivare. Sono scelte che prendiamo con te quando mettiamo giù il Piano dei Lavori, e non a cantiere aperto.
Un cantiere in collina è più complicato di uno in città?
È diverso. In città il nodo è lo spazio attorno all’edificio, mentre in collina è il modo di attraversarlo con un mezzo carico. Quello che conta è metterlo per iscritto prima, quindi accessi, punto di scarico, ponteggio e area di deposito stanno nel Piano dei Lavori insieme alle lavorazioni e così sai in anticipo quanto pesano sul tuo investimento.
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