Ristrutturare il piano terra a Colorno (Parma) dopo che l'acqua è entrata - CMG Crea Casa

Ristrutturare il piano terra a Colorno (Parma) dopo che l’acqua è entrata

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: ristrutturare il piano terra a Colorno dopo che l’acqua è entrata da fuori chiede scelte diverse da quelle contro l’umidità che sale dal muro. Qui trovi a che quota si portano prese, quadro e caldaia, quali materiali reggono a terra, che cosa si smonta subito e in che ordine si rifà.

C’è un piano terra che si rifà con criteri suoi: quello di una casa dove l’acqua, una volta, è arrivata da fuori.

A Colorno capita di averlo. Il centro storico è attraversato dal torrente Parma e l’abitato sta disposto attorno alle sue anse.

Le piene qui hanno lasciato memoria: nello scorso secolo la rottura di un argine del Po ha portato l’acqua fin dentro le case.

E in tempi più vicini a noi il centro del paese l’ha ripresa.

E anche se l’acqua dovesse ripresentarsi, si può decidere che cosa torna al suo posto e che cosa finisce nel cassone.

Fatta questa premessa, entriamo nel merito di che cosa vuol dire ristrutturare il piano terra a Colorno quando l’acqua è già entrata dalla porta.

Perché l’acqua entrata da fuori si rifà in modo diverso dall’umidità che sale?

Le due cose lasciano sul muro lo stesso alone e chiedono due lavori diversi.

– L’umidità di risalita sale dalle fondamenta e bagna la muratura dal basso in modo continuo.

Ha le sue cure e le abbiamo già scritte nella pagina sull’umidità di risalita e la barriera chimica.

– L’acqua entrata da fuori arriva in una volta sola, si ferma a un’altezza che poi resta leggibile sul muro e lascia dentro casa fango e sporco.

Per il cantiere significa una cosa precisa: si ragiona per quota e per materiali.

Le tre sfide generali di un piano terra – umidità, sicurezza e luce – stanno nella nostra guida su come ristrutturare un piano terra a Parma.

Qui ne isoliamo uno: la casa dove l’acqua è entrata dalla porta.

Il primo giro dopo l’acqua: cosa si toglie e cosa resta

Prima di scegliere il nuovo, si porta fuori quello che ha assorbito.

I battiscopa: si staccano quasi sempre e recuperarli vale di rado.

Il cartongesso basso: la fascia arrivata a contatto con l’acqua si taglia, insieme all’isolante che ha dentro.

Gli isolanti a fibra: bevono e restituiscono poco, quindi restano umidi dentro la parete anche quando fuori sembra asciutto.

I mobili con fianchi in truciolare: si gonfiano dal basso e difficilmente tornano indietro.

Le porte: il legno pieno spesso si recupera, i pannelli tamburati molto meno.

Quello che si smonta e si asciuga all’aria di solito si salva, mentre quello chiuso dentro una parete difficilmente asciuga da solo.

Ed è per questo che al piano terra il cantiere comincia con un cassone e non con un campionario.

Se il muro resta umido a lungo può arrivare la muffa: come si legge e come si cura lo trovi nella pagina su umidità, muffa e infiltrazioni.

A che quota si portano prese, quadro e caldaia?

Qui sta il criterio più semplice, quello che applichi anche senza essere del mestiere.

Quello che teme l’acqua sale sopra la linea che l’acqua ha lasciato. Il resto resta dov’è.

Prese e interruttori bassi: si riportano più in alto, almeno nelle stanze che hanno preso acqua.

Il quadro elettrico: se sta in basso è la prima cosa che si sposta.

La caldaia e le macchine: appese al muro invece che appoggiate a terra.

Gli elettrodomestici: lavatrice e asciugatrice su uno zoccolo, dove si può.

Quanto si risolve con qualche traccia e quanto conviene far coincidere col rifacimento dell’impianto elettrico lo dice il tecnico.

È la parte del lavoro che poi non si vede e che pesa sulla volta dopo.

Quali materiali reggono a terra e quali no?

Al piano terra scegliere una finitura significa chiedersi come reagisce all’acqua.

Il gres porcellanato: assorbe pochissimo e si lava, mentre le fughe restano il punto delicato, come spiega la pagina sul gres porcellanato a Parma.

La resina e il microcemento: danno una superficie continua e dipendono in gran parte dal fondo.

Il parquet e il laminato: assorbono dai bordi e si gonfiano e una volta gonfi di norma si smontano.

Il cartongesso in basso: dove si può si sostituisce con muratura oppure con un pannello che si smonta.

La cucina: zoccoli e fianchi sono la parte che si perde per prima e si sceglie diversa già in progetto.

Il vespaio aerato, invece, riguarda l’umidità che sale e non l’acqua entrata da fuori: se è il tuo caso, lo trovi raccontato nella pagina sul rifacimento del vespaio aerato con igloo.

“Abbiamo acquistato un appartamento nel centro storico di Parma e siamo estremamente soddisfatti della ristrutturazione affidata alla CMG.

La loro disponibilità, professionalità e gentilezza hanno reso l’intero processo piacevole. Consigliamo vivamente la CMG per chi cerca una ristrutturazione di alta qualità”.

Mattia Indiveri – recensione Google

In che ordine si rifà un piano terra col muro da asciugare

L’ordine dei lavori, in una casa che ha preso acqua, ha un vincolo in più.

Di norma non si chiude sopra una parete ancora bagnata, anche perché chi rimette l’intonaco su un muro che non ha finito di asciugare… rischia di rifarlo due volte.

1- Si apre: esce quello che ha assorbito e il muro resta a respirare.

2- Gli impianti: prese, quadro e caldaia vanno alla quota decisa prima.

3- Le finiture: pavimento, intonaco e mobili arrivano per ultimi.

Quando il muro è pronto lo dice lo strumento del tecnico, mentre su come si incastrano le fasi abbiamo scritto l’ordine dei lavori in una ristrutturazione. Questo è il punto in cui un investimento pianificato bene si riconosce: si evita di aprire la casa due volte.

Scegli il Metodo CMG Crea Casa per rifare il piano terra senza doverci tornare

Il Metodo CMG ti dà un unico interlocutore dal primo disegno alla consegna delle chiavi, zero subappalti in cantiere e la garanzia contrattuale su tempi e costi.

Nel Piano dei Lavori le voci sono scritte una per una: sai già da prima che cosa comprende ogni cifra.

In contesti come il piano terra esposto pesa la sequenza – quello che si alza, quello che si sostituisce e quello che resta com’è – e sono decisioni che prendiamo insieme a te durante la Consulenza col Metodo CMG Crea Casa.

Se sotto casa hai un box o un locale interrato, quello ha regole sue: le trovi nella pagina sull’impermeabilizzazione di box e locali interrati.

Quello che ti lascia un investimento fatto così a Colorno è una casa che si rimette in ordine con meno fatica.

Domande frequenti sul piano terra a Colorno

L’acqua è entrata una volta sola: devo rifare tutto il piano terra?

Si rifà quello che ha assorbito e non asciuga: battiscopa, la fascia bassa del cartongesso con il suo isolante, i mobili con i fianchi in truciolare. Il resto, di norma, si recupera. Il criterio è come reagisce all’acqua il singolo materiale, guardato a giorni di distanza e non il giorno dopo.

Posso mettere il parquet al piano terra di una casa che ha già preso acqua?

Si può, sapendo cosa comporta. Legno e laminato assorbono dai bordi e si gonfiano – e una volta gonfi di norma si smontano. Con quel precedente alle spalle, il gres posato bene è la scelta che si difende meglio, perché si lava e si asciuga. Se il legno resta la scelta, al piano terra è fra le finiture più esposte.

Prese e quadro si possono alzare senza rifare tutto l’impianto elettrico?

Dipende da dove passano le linee. Spostare più in alto i punti di una stanza si fa con qualche traccia mirata, mentre portare su il quadro conviene farlo coincidere col rifacimento dell’impianto. Lo vedi con il tecnico durante la Consulenza col Metodo CMG Crea Casa, dove come unico interlocutore ci occupiamo noi di tutto.

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