A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma e provincia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi
In breve: ristrutturare casa a Corniglio significa decidere in progetto quello che in città è già deciso da qualcun altro: da dove entra il combustibile, dove sta il suo posto fuori casa, quanto spazio si porta via e in che ordine si mettono l’involucro e la macchina che scalda. Sono scelte edilizie, prese prima di aprire i muri.
Che cosa cambia nel progetto se a Corniglio la rete del gas non arriva?
A Corniglio la rete del metano c’è e il comune è fra quelli serviti.
La domanda però resta aperta casa per casa, perché il territorio sale dai 389 ai 1.852 metri e le frazioni stanno lontane fra loro: la prima verifica riguarda se la rete arriva dove abiti tu e da quella risposta partono due progetti diversi.
La prima domanda del cantiere arriva molto prima delle piastrelle e riguarda da dove entra in casa quello che la scalda.
Qui pesa anche il clima: Corniglio sta in zona climatica F, la fascia più fredda e l’inverno lungo si sente su ogni scelta.
Vediamo quindi come approcciarsi a una ristrutturazione qui.
Per approfondire: ristrutturazione di una casa indipendente – impianto a gas metano
Dove va il punto di rifornimento e quanto spazio si porta via
Dove la rete non arriva, il combustibile entra in casa in un altro modo e quel modo occupa un posto preciso.
In certe case c’è un serbatoio di proprietà, in altre il paese ha una piccola rete di distribuzione e il conto lo fa un contatore.
Sono due partenze diverse ed è la prima cosa che verifichiamo con te, prima di disegnare cucina e bagno.
– Dove si appoggia: un serbatoio vuole una superficie sua, in piano e raggiungibile dal mezzo che lo riempie.
– Quanto dista dalla casa: la distanza decide dove passa la tubazione, quanto scavo entra nel progetto e in che punto il muro va bucato.
– Che cosa ci finisce sopra: il posto auto, il portico o il vialetto nuovo si disegnano dopo aver deciso lì, mai prima.
– Che cosa si vede dalla strada: un ingombro messo nel punto sbagliato te lo ritrovi davanti alla finestra buona.
C’è poi la strada opposta, cioè togliere il gas del tutto e scaldare con l’elettrico.
È l’investimento che si vede meno di tutti e che decide più di tutti come vivrai il cortile.
Per approfondire: pompa di calore
Prima l’involucro, poi quello che scalda: l’ordine dei lavori in montagna
In una casa fredda l’ordine con cui si spendono i soldi cambia il risultato finale.
Prima si mette a posto quello che trattiene il calore, poi si sceglie la macchina che lo produce.
Scaldare una casa che non tiene il calore è come riempire un secchio bucato.
Il motivo è pratico: la macchina si dimensiona sulla casa che avrai, mai su quella che hai adesso.
– Il tetto e il sottotetto: in una casa di montagna sono il primo punto da cui il calore se ne va.
– Le pareti: il cappotto termico esterno si decide insieme alla facciata, perché è la stessa lavorazione.
– Le finestre: quali serramenti scegliere fra pvc, legno e alluminio è una decisione che in quota pesa il doppio.
Invertire questo ordine significa pagare due volte lo stesso investimento: prima una macchina più grande del necessario, poi l’isolamento che avresti dovuto fare per primo.
A Corniglio, che cosa si predispone adesso a muri aperti?
Una casa lontana dalla rete cambia strada nel tempo e il progetto lo deve mettere in conto.
– La traccia verso il cortile: il passaggio fra la casa e il punto di rifornimento si apre una volta sola.
– Il cavidotto vuoto: un tubo interrato di scorta verso il lato esterno costa poco a scavo aperto.
– Il punto elettrico fuori: una linea protetta che arriva sul lato dove un domani metterai quello che scalda.
– Il tetto: se pensi a un impianto fotovoltaico con accumulo, i passaggi si lasciano pronti mentre la copertura è ancora aperta.
Chi ristruttura lontano dalla città ci chiede soprattutto questo: che a cantiere finito qualcuno risponda ancora.
Per approfondire: camini, stufe e normativa
“Dopo 2 anni dalla mia ristrutturazione con la Cmg posso finalmente fare una recensione a 360 gradi. In questi 2 anni per qualsiasi dubbio o “capriccio” (cambiare colore ad una stanza o piccole modifiche)
Mario è stato sempre presente e disponibile e per questo mi sento di dirgli GRAZIE grande come una casa”.
Michele Burrassi – recensione Google
La legnaia e il ripostiglio: gli spazi che a Parma nessuno disegna
In un appartamento di Parma certi metri quadri non esistono e nessuno li chiede.
In una casa d’Appennino, invece, decidono se l’inverno lo passi comodo.
– La legnaia: coperta, ventilata e vicina alla porta che usi davvero, non in fondo al prato.
– L’ingresso di servizio: il punto dove si lasciano scarpe bagnate, pale e giacche pesanti prima di entrare in casa.
– Il vano dove sta la macchina: ci vogliono spazio per lavorarci intorno, aria e un accesso pulito da fuori.
In cantiere gli spazi di servizio sono i primi a essere sacrificati e i primi a mancare. Ecco perché bisogna tenere conto di tutto prima, per non avere brutte sorprese dopo.
Scegli il Metodo CMG Crea Casa per chiudere prima le scelte a Corniglio
In CMG Crea Casa il Metodo CMG parte dalle domande che in montagna decidono tutto il resto.
Da dove entra il combustibile, dove sta il suo posto fuori, quanto isolamento regge il tuo investimento e che spazi di servizio ti servono davvero.
Le risposte finiscono scritte nel Piano dei Lavori, voce per voce, prima che il primo muro venga toccato.
Il nostro lavoro serve esattamente a questo: portare in cantiere un progetto già deciso, invece di deciderlo mentre la casa è aperta.
Lavoriamo a Parma e in provincia, valli comprese e la casa di Corniglio la trattiamo con lo stesso Piano dei Lavori di una casa in centro.
Cambia quello che c’è da decidere prima, quindi cambiano le domande che ti facciamo nella Consulenza.
Per approfondire: ristrutturazioni a Parma
Domande frequenti su come ristrutturare casa a Corniglio
Posso ristrutturare a Corniglio se la casa non è allacciata al metano?
Sì e il cantiere non cambia nella sostanza. Cambia quello che si decide all’inizio: da dove entra il combustibile, dove sta il suo posto fuori casa e quale tubazione va posata verso l’abitazione. Sono scelte che stanno nel progetto, prima del disegno di cucina e bagno.
Dove si mette il punto di rifornimento in una casa di montagna?
Dipende da come è servita la tua casa. Dove c’è un serbatoio di proprietà serve una posizione raggiungibile dal mezzo che lo riempie, con sopra niente che tu voglia pavimentare; dove il paese ha una piccola rete di distribuzione il ragionamento somiglia a quello di città. La verifica si fa sul posto, con il tecnico.
Conviene isolare la casa prima di scegliere il riscaldamento?
In una zona fredda conviene quasi sempre. Tetto, pareti e finestre decidono quanto calore resta dentro, quindi decidono anche quanto deve produrne la macchina. Scegliere prima l’impianto porta a dimensionarlo sulla casa vecchia e a rifare i conti dopo l’isolamento.
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