A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi
In breve: a San Felice sul Panaro una casa già sistemata dopo il 2012 arriva alla ristrutturazione nuova con una storia che l’intonaco non racconta.
Prima di scegliere le finiture, pretendi nero su bianco i documenti di quei lavori, l’elenco delle parti rimaste fuori e la voce del preventivo in cui sta la verifica.
Hai una casa a San Felice sul Panaro rimessa a posto dopo il 2012 e adesso tocca agli interni: cucina, bagno, pavimenti.
I muri sono chiusi da anni, l’intonaco è liscio, il pavimento tiene.
Purtroppo, di quei lavori tu vedi soltanto il risultato: fin dove sono arrivati lo dicono le carte.
E chi passa a dare un’occhiata, magari taglia corto con un lì hanno già fatto tutto, senza aver letto una riga.
Le domande che seguono sono quelle di chi si trova in questa situazione, nell’ordine in cui vengono in mente, con la risposta prima della spiegazione.
La mia casa è già stata riparata: devo controllare ancora qualcosa?
Sì, prima di spendere un euro sugli interni.
Le riparazioni partite dopo il 2012 non si assomigliano tra loro: qualcuna ha riguardato la sola porzione danneggiata, altre sono arrivate al consolidamento dell’edificio intero, magari anni dopo la prima.
A San Felice sul Panaro, nella bassa pianura modenese a due passi da Mirandola e da Finale Emilia, due case della stessa via possono avere alle spalle storie diverse (e la differenza che salta fuori a cantiere aperto diventa una voce in più sul tuo conto).
In fondo, del terremoto resta un segno che si vede da fuori, la Rocca Estense, ferita nel 2012.
Quello dentro le case non si vede e cambia da un civico all’altro, nel capoluogo come nelle frazioni di Rivara, San Biagio o Pavignane.
Prima di tutto, quindi, ti serve l’elenco di quello che su quella casa è già stato fatto.
Quali carte di quei lavori devo cercare?
Tre, ognuna con un nome preciso:
– La pratica edilizia di quell’intervento, col nome del tecnico che l’ha firmata: chi firma risponde di quello che dichiara.
– Il progetto con la relazione di quello che è stato eseguito, disegni compresi.
– La comunicazione di fine lavori, che chiude la pratica e dice quando quel cantiere si è fermato.
Le carte stanno di norma in tre posti: in casa, dal professionista che seguì la pratica, nell’archivio del Comune.
Chiederle non richiede competenze tecniche: bastano il nome giusto e l’anno dei lavori.
E se in casa non trovo niente?
Le copie si chiedono al Comune, per iscritto.
A San Felice sul Panaro le pratiche edilizie passano dall’ufficio Edilizia Privata e Urbanistica, che ha anche uno Sportello telematico dedicato: da lì si chiede di vedere un intervento depositato e di averne copia.
Tieni presente una cosa: dall’archivio può venire fuori che la casa oggi non combacia con quello che risulta depositato.
In questo caso niente paura: si mette in ordine, a patto che la differenza emerga adesso. Per approfondire il tema, leggi anche la guida sulle difformità edilizie che si scoprono in ristrutturazione.
Che cosa può essere rimasto fuori da quei lavori?
Quasi sempre qualcosa.
Le parti che restano indietro sono di solito quelle che nessuno abita:
– Il garage o il magazzino staccato dal corpo principale.
– La porzione sul retro, quando è stata costruita in un tempo diverso dal resto.
– Il piano di sopra tenuto a deposito, dove i lavori si sono fermati.
– Anche il tetto può essere entrato nell’intervento oppure essere rimasto come era e la differenza cambia l’ordine delle lavorazioni.
Per questo conviene girare la domanda: invece di chiedere che cosa è stato fatto, chiedi dove i lavori si sono fermati.
Se in una stanza è ricomparso un segno richiuso anni fa, quel segno si legge prima di stuccarlo un’altra volta, come raccontiamo nella guida sulle crepe nei muri.
“Sono molto soddisfatto dei lavori effettuati dalla Cmg ristrutturazioni di Mario Conte. Ho acquistato con la formula chiavi in mano apprezzando la cura dei dettagli e la scelta dei migliori materiali oltre ad una comoda risistemazione degli spazi interni.”
Giuseppe Fiore – recensione Google
Chi mi dice se quello che è stato fatto basta?
Il tecnico che entra in casa tua: guarda, verifica e mette per iscritto quello che trova.
Il suo lavoro è leggere i documenti di allora accanto a quello che vede oggi nelle stanze e dire su quali parti si è intervenuto e su quali no. Lo stesso ragionamento, per chi abita poco più in là, sta nella nostra guida su ristrutturare casa a Mirandola.
Una relazione con la firma e la data conta parecchio di più di una rassicurazione a voce, perché da lì parte il progetto.
Di che lavori si parla quando si tocca la struttura di una casa esistente, lo descriviamo nella guida sugli interventi antisismici.
Noi questa lettura la organizziamo col tecnico incaricato, dentro la Consulenza col Metodo CMG, a casa tua e prima che il progetto degli interni sia chiuso.
Quanto pesa questa verifica sul mio investimento?
Molto meno di quello che costa scoprirlo dopo.
Un numero qui non lo trovi, perché dipende da quanto è stato fatto allora: le voci che pesano davvero le verifichiamo nella guida su quanto costa ristrutturare casa.
Quello che puoi pretendere è il posto in cui quella verifica finisce: una riga del Piano dei Lavori, col suo importo e il nome di chi la esegue.
Così il tuo investimento si divide su voci che conosci prima di firmare.
Scegli il Metodo CMG Crea Casa per una ristrutturazione sicura a San Felice sul Panaro
Tutte queste verifiche riguardano spesso lavori decisi anni fa, da persone che oggi non hai davanti.
Saltarle si paga in modo concreto: il bagno appena finito che si riapre per un ancoraggio, oppure la cucina montata da smontare a metà.
Col Metodo CMG Crea Casa c’è una persona sola che legge quelle carte, tiene insieme il tecnico e il cantiere e risponde al telefono: lavoriamo con le nostre squadre di fiducia, senza subappalti.
La verifica decisa in Consulenza entra nel Piano dei Lavori come le altre lavorazioni: riga, importo e data, sotto la garanzia contrattuale su tempi e costi che leggi prima di firmare.
Il tuo investimento ti compra una certezza: entri in cantiere sapendo che cosa la tua casa ha già avuto, invece di scoprirlo quando i muri sono aperti.
Se è questo che vuoi per la tua ristrutturazione a San Felice sul Panaro, contattaci compilando il modulo che trovi a fondo pagina.
Domande frequenti
Le carte di quei lavori servono anche per rifare una stanza sola?
Sì, quando quella stanza tocca un muro o un solaio. Per un cambio di rivestimento contano meno, mentre appena si apre una parete sapere che cosa c’è dietro cambia l’ordine delle lavorazioni.
Chi ha eseguito i lavori di allora deve tornare in cantiere?
Di norma no. Serve la sua firma sui documenti di allora: il cantiere nuovo lo porta avanti chi lo prende in carico adesso, partendo da quelle carte.
Conviene chiedere i documenti prima o dopo il rogito?
Prima, quando la casa è ancora in trattativa. Chi vende è nella posizione migliore per recuperarli e quello che leggi lì dentro pesa sulla cifra che stai per mettere sul tavolo.
Richiedi ora una Consulenza col Metodo CMG Crea Casa e il tuo Piano dei Lavori personalizzato per la casa a San Felice sul Panaro, con le voci di costo e le date scritte una per una.
Compila il modulo qui sotto e ti ricontatteremo nel più breve tempo possibile.
Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A oppure chiamarci subito:
Approfondimenti correlati
– Interventi antisismici: come si mette in sicurezza una casa
– Difformità edilizie scoperte in ristrutturazione: cosa fare



