Insufflaggio intercapedine: le domande al tecnico per isolare un muro a cassa vuota - CMG Crea Casa

Insufflaggio intercapedine: le domande al tecnico per isolare un muro a cassa vuota

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: l’insufflaggio riempie lo spazio vuoto fra le due pareti di un muro a cassa vuota con un isolante sfuso, soffiato da piccoli fori. Lo spessore dell’isolante è quello dell’intercapedine.

Il muro si guarda dentro con un piccolo foro di prova e, se ha problemi di umidità, quelli si risolvono prima di riempirlo.

Se ristrutturi una casa con i muri a cassa vuota a Parma, Modena o Reggio Emilia, al tecnico puoi chiedere anche questo: sul mio muro si può fare l’insufflaggio intercapedine?

Un muro a cassa vuota è fatto di due pareti in muratura con uno spazio d’aria in mezzo: l’intercapedine.

L’insufflaggio la riempie di isolante, dentro il muro che c’è già.

In una casa da ristrutturare conviene deciderlo insieme agli altri lavori sulle pareti: è una parte dell’investimento che riguarda anche facciata e finestre.

Le domande che seguono sono quelle da portare al tecnico, per poter scegliere a ragion veduta.

A che cosa serve l’insufflaggio dell’intercapedine?

Serve a far uscire meno calore dal muro, riempiendo l’intercapedine con un isolante sfuso, in fiocchi o in piccole perle.

L’isolante viene soffiato dentro attraverso piccoli fori, fino a occupare lo spazio che trova.

Per questo il risultato dipende da com’è fatto il muro dentro: è da lì che partono le domande al tecnico.

Se invece stai ancora scegliendo come isolare la casa, il quadro dei diversi sistemi lo trovi nella guida all’isolamento termico.

Come si capisce se il muro ha l’intercapedine e se è libera?

Con un piccolo foro di prova nel muro, che è il modo per saperlo con certezza. Da lì, con una sonda sottile chiamata endoscopio, si guarda dentro l’intercapedine.

L’ispezione dice se l’intercapedine c’è e se è libera da residui di malta o di altro materiale, che ostacolano il riempimento.

Prima del foro puoi portare al tecnico i disegni della casa e le carte dei lavori fatti in passato, se li hai.

Qui le domande sono due:

1- Dove fai il foro di prova e come lo richiudi?

2- Dentro c’è già dell’isolante, in tutto o in parte?

In alcune case l’intercapedine è già isolata, in tutto o in parte: è un dato che il tecnico deve avere prima di proporti qualcosa.

Che cosa cambia se il muro ha umidità o muffa?

Cambia l’ordine dei lavori: prima si risolvono i problemi di umidità, perché riempire l’intercapedine, in alcuni casi, può aggravarli.

Su come si lavora un muro con l’umidità trovi di più nella guida all’intonaco deumidificante macroporoso.

Conta anche com’è fatta la facciata: una facciata verniciata o trattata in modo da non lasciar passare il vapore è fra i limiti da valutare.

Va inoltre guardato anche come la facciata si comporta con la pioggia. Ecco quindi alcuni punti da smarcare:

– Su questo muro ci sono umidità o muffa? Da dove arrivano?

– La facciata lascia passare il vapore? E quanta pioggia prende?

Finestre, cassonetti e solai: che cosa va guardato a parte?

Vanno guardati a parte i punti in cui l’intercapedine si interrompe o si apre verso altri vuoti.

Dove si interrompe, l’isolante non arriva e resta un ponte termico, cioè un punto da cui il calore esce più facilmente.

Fra i punti delicati ci sono l’attacco dei solai e la parte sopra la finestra.

Su quello che succede attorno al serramento, leggi anche la guida al ponte termico della finestra.

Attorno alle aperture c’è una domanda in più:

– Come vengono chiusi i passaggi attorno alle finestre e al cassonetto della tapparella?

Chiarito anche questo, vediamo qual è l’ordine più adatto per gli altri lavori.

In che ordine si mette con gli altri lavori di casa?

Prima le verifiche sul muro, poi il riempimento, alla fine il controllo: dentro una ristrutturazione, queste tappe si mettono in fila con gli altri lavori sulla stessa parete.

Sono 4 tappe:

1- l’ispezione dell’intercapedine, con il foro di prova;

2- la soluzione dei problemi di umidità, se ci sono;

3- il riempimento dell’intercapedine;

4- il controllo del risultato.

Il controllo si può fare con una termografia, un’analisi che mostra le temperature sulla superficie del muro.

Per il calendario c’è un’ultima domanda:

Nel calendario dei lavori, l’insufflaggio viene prima o dopo le finestre e la tinteggiatura?

Con le tappe scritte, sai anche in quale momento del cantiere arriva questa parte dell’investimento.

Scegli il Metodo CMG Crea Casa per isolare il muro a partire da com’è fatto dentro

Le domande che hai letto partono dallo stesso punto: com’è fatto il muro dentro.

Se l’umidità resta, riempire l’intercapedine in alcuni casi può aggravarla.

Per questo, con il Metodo CMG, la ristrutturazione è chiavi in mano: ci occupiamo noi di tutto e tu non devi pensare a nulla.

Ogni lavoro deciso diventa una voce del Piano dei Lavori, scritta con il suo costo e le sue date.

Così il tuo investimento nell’isolamento parte dalle risposte sul tuo muro.

A Parma, Modena e Reggio Emilia, per il muro e per il resto della ristrutturazione, hai un solo interlocutore.

Per partire dal tuo muro, contattaci compilando il modulo che trovi a fondo pagina.

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Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A oppure chiamarci subito:

Domande frequenti sull’insufflaggio dell’intercapedine

Si può fare l’insufflaggio dell’intercapedine fai da te?

Le guide tecniche indicano di affidarlo a un’impresa specializzata, dopo un esame dell’intercapedine. È un lavoro che parte da com’è fatto il tuo muro.

Si possono fare insieme insufflaggio e cappotto?

Si possono combinare: l’insufflaggio dell’intercapedine può affiancare un isolamento sul lato esterno o interno del muro. Quale combinazione serve alla tua casa, si decide dopo aver visto il muro.

Quanto deve essere larga l’intercapedine per l’insufflaggio?

Serve una larghezza minima, sotto la quale l’insufflaggio non è indicato. Le guide europee danno misure minime diverse fra loro: sul tuo muro il tecnico la verifica con il foro di prova.

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