Recupero acqua piovana in casa con giardino: come prevederlo mentre ristrutturi - CMG Crea Casa

Recupero acqua piovana in casa con giardino: come prevederlo mentre ristrutturi

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: l’acqua piovana raccolta dal tetto serve gli usi che non chiedono acqua da bere, come il giardino e le cassette del WC. Arriva dove serve con una rete tutta sua.

Cisterna, scavo e seconda rete si incastrano bene con gli altri lavori: per questo conviene deciderli mentre la ristrutturazione si progetta.

Chi cerca il recupero acqua piovana in casa con giardino pensa di solito alla cisterna. Quando ristrutturi, però, la scelta rischia di arrivare tardi: a impianti già chiusi e giardino già sistemato.

A quel punto capita di sentirsi dire: “la cisterna la mettiamo dopo”. Si può fare, ma intanto le tracce, cioè i solchi aperti nei muri per far passare i tubi, si sono richiuse.

Anche lo scavo in giardino, nel frattempo, si è già fatto per altro.

Che la tua casa sia a Parma, a Modena o a Reggio Emilia, il punto è lo stesso: dare all’acqua del tetto il suo posto nel progetto, prima di aprire il cantiere.

Per cosa si usa l’acqua piovana raccolta in casa e per cosa no?

Si usa per ciò che non chiede acqua da bere: è acqua non potabile. Gli impianti di recupero nascono proprio per gli usi che possono farne a meno.

In una casa con giardino, gli usi più comuni sono questi:

– l’irrigazione del giardino e dell’orto;

– le cassette del WC;

– il lavaggio del cortile e delle superfici esterne.

L’acqua da bere, invece, resta quella dell’acquedotto, con i suoi tubi. Da questa distinzione dipende buona parte del lavoro.

Perché conviene deciderlo durante la ristrutturazione?

Perché le parti dell’impianto passano dove i lavori sono già aperti: in giardino e nelle tracce dei muri.

Una cisterna interrata chiede uno scavo. La rete che porta l’acqua alle cassette del WC è una seconda rete di tubi, separata da quella dell’acquedotto: quei tubi possono passare nelle pareti.

A cantiere aperto sono lavori che si sommano a quelli già previsti, dentro lo stesso investimento.

A casa finita, invece, vogliono dire riaprire quello che si era appena chiuso (e rimettere mano a intonaci e prato appena rifatti).

Quali sono i passi, dalla decisione all’impianto?

Ecco come si mettono in fila le scelte dentro la ristrutturazione, dalla prima idea all’impianto che funziona:

1- Decidi gli usi. È la scelta che pesa. La domanda da farti è questa:

l’acqua del tetto mi serve solo per il giardino, o la voglio anche nelle cassette del WC?

Se basta il giardino, quasi tutto resta all’esterno. Se l’acqua entra in casa, serve la seconda rete: va disegnata insieme all’impianto idraulico.

2- Guarda il tetto e le discese. L’acqua si raccoglie dal tetto e scende dai pluviali: l’impianto parte da lì.

Se grondaie e pluviali sono da rifare, trovi la guida alla sostituzione di grondaie e pluviali.

3- Coordina lo scavo. Se la cisterna va interrata, lo scavo si organizza con gli altri lavori in giardino, prima di stendere il prato o rifare i vialetti. Il tecnico sceglie la posizione sul progetto.

4- Fai passare la seconda rete. I tubi dell’acqua piovana non si collegano a quelli dell’acquedotto: sono due reti separate.

Se i muri sono aperti, la seconda rete può seguire le stesse tracce dell’impianto nuovo. Vale lo stesso ragionamento delle predisposizioni per i lavori futuri, da lasciare pronte prima di richiudere.

5- Completa l’impianto. Prima della cisterna c’è un filtro che trattiene lo sporco portato giù dal tetto.

Per mettere in fila scelte come queste conta avere un aiuto nella progettazione fin dall’inizio, proprio come lo racconta un cliente:

“Il proprietario è stato chiaro e disponibile fin dall’inizio aiutandomi nella progettazione, la scelta di materiali belli ed eleganti e soprattutto durante i lavori per risolvere al meglio gli imprevisti.”

Elia Torreggiani – recensione Google

Scegli il Metodo CMG Crea Casa per mettere l’acqua piovana nel progetto della casa

Il recupero dell’acqua piovana tocca il giardino e i muri della casa: funziona meglio quando entra nel progetto insieme al resto.

Deciso a lavori chiusi, può voler dire riaprire le tracce appena chiuse e il giardino appena sistemato.

Con il Metodo CMG la ristrutturazione è chiavi in mano: ci occupiamo noi di tutto e tu non devi pensare a nulla.

Ogni lavoro deciso entra nel Piano dei Lavori scritto. Così, prima di aprire il cantiere, sai già cosa si fa, con i costi e le date.

Se vuoi mettere l’acqua del tuo tetto nel conto dell’investimento sulla casa, contattaci compilando il modulo che trovi a fondo pagina.

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Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A oppure chiamarci subito:

Domande frequenti sul recupero dell’acqua piovana

Con l’acqua piovana si può fare a meno dell’acquedotto?

È preferibile non contarci per questo: l’acqua da bere continua ad arrivare dall’acquedotto, con la sua rete. Quella piovana copre gli usi che non chiedono acqua potabile.

L’acqua piovana raccolta va trattata?

Per l’acqua del tetto la raccolta prevede un filtro prima della cisterna. Se la zona ha aria molto inquinata, o se si raccoglie anche da cortili e piazzali, il tecnico valuta se serve altro.

Si può aggiungere il recupero dell’acqua piovana a lavori finiti?

Si può valutare anche dopo. Se l’acqua serve solo fuori, il lavoro resta per lo più in giardino. Se deve arrivare anche alle cassette del WC, la seconda rete chiede tubi nuovi dentro i muri: per questo conviene pensarci quando i muri sono aperti.

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