Ristrutturare casa a Fornovo di Taro: il giro da fare prima di decidere - CMG Crea Casa

Ristrutturare casa a Fornovo di Taro: il giro da fare prima di decidere

A cura di: Mario Conte, fondatore di CMG Crea Casa
Esperienza: Oltre 25 anni di esperienza diretta in cantiere a Parma, Modena e Reggio Emilia
Specializzazione: Ristrutturazioni chiavi in mano con garanzia contrattuale su tempi e costi

In breve: in una casa a Fornovo di Taro il freddo che senti in stanza nasce spesso lontano dal termosifone. Il giro si fa in un ordine preciso: dal muro più freddo alla caldaia, che si decide per ultima.

Prima di firmare, chiedi che sul preventivo stiano scritte le cause trovate in casa, le superfici che restano fuori dall’isolamento e la sequenza con cui le lavorazioni entrano nel Piano dei Lavori.

Tipica scena autunnale: il riscaldamento è acceso da tre settimane e nella tua casa a Fornovo di Taro ci sono due stanze che ormai non usi.

Ci passi per prendere una cosa, appoggi la mano sul muro esterno e la ritiri subito: quel muro è freddo come il cortile.

Dietro l’armadio, poi, c’è una macchia scura che a primavera sbiadisce e in autunno torna al suo posto.

Purtroppo, il primo preventivo che chiedi riguarda la caldaia, perché quella si cambia in un giorno.

Ma qui sotto facciamo qualcosa di diverso: il giro della casa nell’ordine in cui va fatto. Dove guardare, cosa vuol dire quello che vedi e cosa chiedere a chi ti propone i lavori.

Il giro della casa a Fornovo di Taro, tappa per tappa

Il giro si fa in un pomeriggio, con un professionista e un foglio. Si parte dal punto più freddo della casa e si arriva alla caldaia, che è l’ultima cosa da decidere.

A Fornovo di Taro il capoluogo sta sulla sponda destra del fiume Taro, dove si immette il torrente Ceno.

Inoltre, una casa di fondovalle vive con aria più umida addosso di una casa su verso Sivizzano: quando quell’aria tocca un muro freddo, l’acqua si ferma lì.

Da dove si comincia, allora?

Prima tappa: il muro dietro l’armadio della camera a nord

Spostiamo l’armadio dalla parete esterna e guardiamo il muro verso l’angolo, in basso e in alto.

Una macchia che segue lo spigolo, con la muffa che torna negli angoli, di solito è condensa: l’aria di casa tocca la parete fredda e ci lascia l’acqua.

Vuol dire che il problema sta nella parete sotto temperatura, in stanze dove l’aria non si ricambia: l’acqua da fuori non c’entra.

Chiedi che la temperatura di quella parete venga misurata a riscaldamento acceso, invece di essere valutata a occhio. Per approfondire il tema, leggi anche il confronto fra deumidificatore e VMC.

Seconda tappa: il battiscopa e il primo mezzo metro di parete

Poggiando la mano in basso sopra il battiscopa, sui muri che danno sul terreno o sulla cantina, otteniamo un altro dato.

Un intonaco che si sfarina e un alone che resta alla stessa altezza per tutta la stanza raccontano un’altra storia: l’acqua che sale dal terreno.

Al contrario della condensa, la risalita non si cura scaldando e nemmeno isolando: si interrompe.

Chiedi quale lavorazione la interrompe a casa tua e a che riga del preventivo sta, perché le strade possibili sono più di una e pesano sul conto in modo diverso.

Terza tappa: il soffitto dell’ultimo piano e la gronda

Uscendo in cortile, guardiamo la gronda dal basso, poi rientriamo e guardiamo il soffitto della stanza che ci sta sotto.

Un alone tondo col bordo più scuro, di norma, arriva dall’alto: una lattoneria che scarica sul muro, una tegola spostata, un terrazzo che non tiene.

In ogni caso, niente paura: una macchia sul soffitto raramente vuol dire rifare il tetto intero.

Se invece il tetto va rifatto, serve una pratica edilizia: la firma il tecnico incaricato e al Comune di Fornovo di Taro finisce al settore che tiene insieme edilizia, urbanistica e ambiente.

Quarta tappa: i cassonetti delle tapparelle e i davanzali

Apriamo un cassonetto con le finestre chiuse e infiliamo una mano dentro.

Quasi sempre senti aria muoversi: quel vano lavora come una finestra aperta sopra la finestra vera.

Insieme ai davanzali e agli attacchi dei balconi, sono i punti dove il muro si interrompe e il calore se ne va prima che tu lo senta in stanza.

Chiedi se nel lavoro sono compresi i cassonetti, perché cambiare gli infissi e lasciarli aperti sposta il problema di poco (e da ogni punto lasciato fuori il caldo continua a uscire dal muro).

Quinta tappa: il sottotetto e il pavimento sopra la cantina

Saliamo in sottotetto con la torcia e guardiamo se sopra l’ultimo solaio c’è qualcosa oppure no.

Il calore sale e, se sopra la testa non trova niente che lo fermi, se ne va da lì prima che dalle pareti. Poi scendiamo in cantina: quel soffitto è il pavimento di una stanza che abiti.

Quali superfici conviene chiudere per prime, lo descriviamo nella nostra guida all’isolamento termico.

Tuttavia, più sali verso le frazioni e più contano l’accesso del cantiere e il punto dove si appoggia il materiale, come nell’articolo su ristrutturare casa in collina a Langhirano.

Sesta tappa: i termosifoni e le camere in fondo al corridoio

L’ultima tappa è la caldaia ed è l’ultima di proposito.

Accendiamo il riscaldamento e giriamo per le stanze: se le prime scottano e le ultime restano tiepide, il problema sta nella distribuzione del calore e non nella potenza del generatore.

Inoltre, un generatore comprato adesso viene dimensionato sulla casa di oggi, che dopo l’isolamento non esiste più.

Chiedi che la sua scelta stia nel Piano dei Lavori dopo le voci dell’isolamento, con la sua data. Come si scaldano le superfici invece dell’aria, lo mostriamo nella guida sul riscaldamento a pavimento.

Il giro lo rifacciamo insieme a te nella Consulenza col Metodo CMG, con le prove del caso e la pianta della tua casa sul tavolo.

“Hanno reso la ristrutturazione della nostra casa un’esperienza piacevole e senza stress.”

Roberto Tedeschi – recensione Google

Che cosa chiedere a chi ti propone i lavori a Fornovo di Taro

Quello che ti abbiamo appena raccontato serve a farti arrivare pronto al momento in cui qualcuno ti presenta un preventivo. Sono cinque domande, nell’ordine in cui conviene farle:

– Da dove entra l’acqua in questa casa? Risalita, infiltrazione dall’alto o condensa: finché la causa non sta scritta sul foglio, il preventivo sta indovinando.

– Quali superfici vengono chiuse e quali restano fuori? Tetto, pareti, cassonetti, pavimento sopra la cantina: l’elenco di quelle escluse conta quanto l’altro.

– Come si ricambia l’aria a lavori finiti? Una casa chiusa bene trattiene anche l’umidità che produci tu, dalla doccia alla pentola sul fuoco.

– In che ordine entrano le lavorazioni? Prima la causa dell’umidità, poi l’isolamento, alla fine il generatore: se l’ordine cambia, chiedi per quale motivo.

– Chi coordina le maestranze in casa mia? Vuoi un nome e un numero di telefono, non un ruolo: fra muratore, idraulico ed elettricista i tempi morti li paghi tu.

Chi ti liquida con un “quello lo sistemiamo strada facendo” ti sta dicendo che la decisione la prenderà qualcuno in cantiere, in una mattina in cui tu sei al lavoro.

Quando invece le risposte sono scritte, il primo giorno di cantiere parte dal punto giusto della casa.

Scegli il Metodo CMG Crea Casa per una ristrutturazione sicura a Fornovo di Taro

Il giro che abbiamo appena fatto tocca quasi solo posti dove passi di rado: il sottotetto, la cantina, la gronda, il muro dietro l’armadio.

Sbagliare l’ordine si paga due volte: l’intonaco nuovo che si macchia dopo due inverni, il cappotto da riaprire in un punto, il generatore più grande di quello che serviva.

Sono tre voci che escono dal tuo investimento senza aggiungere niente alla casa.

Col Metodo CMG Crea Casa l’umidità, l’isolamento e l’impianto li guarda una squadra sola che risponde a un interlocutore solo: le nostre squadre di fiducia, senza subappalti.

Ogni tappa decisa in Consulenza diventa una riga del Piano dei Lavori, col suo importo e la sua data, nell’ordine in cui entra in casa – e sulle lavorazioni vale la garanzia contrattuale su tempi e costi.

Quello che compra il tuo investimento è questo: al primo inverno la casa si comporta come avevi deciso a tavolino, stanza per stanza.

Se è questo che vuoi per la tua ristrutturazione a Fornovo di Taro, contattaci compilando il modulo che trovi a fondo pagina.

Domande frequenti

Il giro della casa lo posso fare da solo, prima di chiamare qualcuno?

Sì, puoi farlo: quello che noti tu indirizza le verifiche. Le prove sul muro e la salita sul tetto restano al tecnico, che le fa a casa tua prima di scrivere una riga di preventivo.

Basta cambiare le finestre per sentire meno freddo in casa?

Si sente, ma poco se i cassonetti restano aperti e sopra la testa non c’è niente: il calore esce dai punti rimasti fuori. Di norma le superfici si decidono in un colpo solo e poi si scaglionano nel Piano dei Lavori.

Conviene fare tutto in un cantiere solo oppure dividere in due anni?

Dipende dal conto, ma non solo: le parti nascoste, come la causa dell’umidità e gli impianti, stanno nello stesso cantiere delle finiture che le coprono. Rimandarle e fare prima le finiture vuol dire riaprirle.

Richiedi ora una Consulenza col Metodo CMG Crea Casa e il tuo Piano dei Lavori personalizzato per la casa a Fornovo di Taro, con le voci di costo e le date scritte una per una.

Compila il modulo qui sotto e ti ricontatteremo nel più breve tempo possibile.

Se preferisci, puoi raggiungerci a Parma in Via Robert Koch 35/A oppure chiamarci subito:

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